Il Venerdì Santo a Sorrento, le due processioni: la “bianca” e la “nera”

Processione Nera: il simulacro del Cristo Morto portato in spalla dai confratelli
Processione Nera: il simulacro del Cristo Morto portato in spalla dai confratelli

A Sorrento, una delle località più rinomate della Campania, da tempo immemore, ogni Venerdì Santo si rinnova un appuntamenti fra i più suggestivi del periodo pasquale in Campania; due processioni: quella “bianca” e quella nera”, che rievocano rispettivamente la vana ricerca di Gesù della Vergine Maria e il corteo funebre del Cristo (un splendida scultura lignea di autore ignoto, verosimilmente del Settecento) seguito dalla Madonna Addolorata. L’evento è rinomato nel mondo per la solennità e per la grande capacità di coinvolgimento emotivo. Inizialmente i cortei furono concepiti esclusivamente come riti di penitenza e di espiazione, ma la loro evoluzione nel tempo è stata tangibile, in particolare sotto l’aspetto coreografico, fino a raggiungere lo status attuale sotto la dominazione spagnola ( nel ‘700).

La tromba, che viene suonata ad ogni incrocio.
La tromba, che viene suonata ad ogni incrocio.

Alle 03.00 del mattino inizia la processione organizzata dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica, la cosiddetta “Processione Bianca” per il colore della veste indossata dai partecipanti, che percorre le vie del centro storico per rientrare all’alba del Venerdì Santo.

Alle 20.00 inizia la processione organizzata dalla Venerabile Arciconfraternita della Morte e Orazione, cosiddetta “Nera” per il colore della veste indossata dai partecipanti. Risalgono già al 1300, le prime notizie documentate di alcune confraternite laicali, che il Giovedì Santo, “assaccate e con i lumi accesi” si recavano per la visita dei “Sepolcri” allestiti nelle diverse chiese. Successivamente fece la sua comparsa anche il simulacro del Cristo morto, inoltre, grazie all’influenza spagnola, furono introdotti, gli strumenti della passione: il sudario, la colonna, i chiodi, la corona di spine ed altri simboli finalizzati ad una profonda meditazione sulle sofferenze patite da Cristo. Un manoscritto del 1650 riporta con dovizia di particolari la grande partecipazione popolare ai riti pasquali, particolarmente per assistere allo scoprimento del simulacro del Cristo Morto. Gli esperti ritengono che le celebrazioni del Venerdì Santo a Sorrento siano fra gli appuntamenti più affascinanti del periodo pasquale, forse seconde nel mondo a quelle di Siviglia per la “Semana Santa“.

Il video è di Gigione82

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