Corteo in abiti storici di San Leucio, Donato Scialla: “Vi racconto la nostra meraviglia…”

Foto Giuseppe Nuzzo
Foto Giuseppe Nuzzo

Oggi a San Leucio si svolgerà il tradizionale Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio, che venne rappresentato per la prima volta nel 1976.

Il corteo parte dall’Atrio Superiore Parrocchia del Belvedere per poi avviarsi lungo via del Setificio sino a via Vaccheria, poi procede per via Planelli, portandosi in piazza della Seta. Infine risale via Planelli e chiude di nuovo nel Belvedere. L’Evento è organizzato dall’Associazione Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio e già ieri ha avuto una piccola parentesi, con la trasmissione del Tg3 itinerante che ha fatto tappa proprio nella Real Colonia, e a seguire nel pomeriggio stand enogastronomici e visite guidate.

Il momento clou del Corteo si svilupperà dalle 19 per le stradine del Borgo, il presidente dell’associazione organizzatrice Donato Scialla ci ha rilasciato alcune sue considerazioni sull’evento di oggi:
Oggi sarà il grande giorno del Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio. La sfilata in costume d’epoca è la rappresentazione visiva del Codice delle Leggi promulgato da Ferdinando IV di Borbone nel 1789 per la nascente colonia serica. E’ il disegno dell’artista il quale, attraverso la semplice lettura del codice, esprime in forma artistica le norme e le regole scritte da un Re illuminista in una scenografia naturale quale è l’antico borgo leuciano. Esprimiamo, quindi, in forma scenica, un esperimento sociale ed economico come modello utopico di una comunità alla quale venivano dati gli strumenti necessari per lavorare in un clima di incentivazioni senza discriminazioni di nessuna natura se non quello che dipendeva dalle proprie capacità. Il Giannone scriveva: “… non v’era piccola donnicciuola o vil contadino o artigiano che non vestisse di seta …”. Ecco, il corteo sposa in pieno questa meravigliosa frase con l’aggiunta che ogni personaggio è legato all’attività lavorativa che svolgeva e che viene rappresentata attraverso simboli peculiari“.

Dunque, – ha continuato – a parte la classica terna di strumenti come trombe, tamburi e rullanti, troviamo le chiavi della colonia, il codice delle leggi, la fabbrica della seta, la cassa di carità, il quadro scenico della pentecoste, la scuola normale, l’abito leuciano, la corte e tanto ancora. Troviamo i personaggi come Francesco Collecini (architetto di corte, allievo di Luigi Vanvitelli), l’amministratore della colonia, i cinque seniori (rappresentanti della comunità scelti ogni anno attraverso una funzione particolare il giorno di S. Leucio tra i più saggi e attempati del borgo), il direttore della Real Fabbrica e tutte le maestranze e operai al seguito, il fattore con i contadini e le popolane in festa, i maestri della scuola normale, infine, il Re e la Regina con la corte e gli ambasciatori.
Tutto comprende tutti, simboli e personaggi che diventano una sola cosa e che sfilano per le nostre larghe strade immerse in un’atmosfera settecentesca colorata da musiche e dalla descrizione della Reale Delizia di San Leucio attraverso la lettura fatta da due banditori dalle finestre delle case operaie”.

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