Il Cosenza “scippa” un punto al Savoia. Anche la sfortuna si accanisce sugli oplontini

Tifosi Savoia contro Cosenza

A.c Savoia 1908- Cosenza Calcio: 1-1

A.c Savoia 1908: (4-3-3):Santurro 5;Cremaschi 4,5,Di Nunzio 7, Sirigu 6,5,Sabatino 5;Gallo (85’ Sevieri s.v), Calzi 6, Malaccari 5,5; Sanseverino 4(54’ D’Apollonia 6), Del Sorbo 5 (57’ Di Piazza 6,5), Scarpa 5. A disp: Falcone, Verruschi, Checcucci, Cipriani. All. Ugolotti

Cosenza Calcio: (4-4-2): Ravaglia 5, Ciancio 5(41’ Blondett 6), Tedeschi 6, Magli 6, Sperotto 5,5; Fornito 5 (71’ De Angelis 5,5), Arrigoni 6, Caccetta 6, Zanini 5,5; Cori 5, Mosciaro 6(60’ Cesca 5,5) A disp: Saracco, Corsi, Criaco, Sassano. All. Roselli

Marcatori: 63’ Di Piazza, 95’ Blondett

Ammoniti: Caccetta, Calzi, Di Piazza, Malaccari

Arbitro: Mantelli di Brescia

Assistenti: Sangiorgio di Catania e Lombardi di Brescia

 

Note: Falli: Savoia 15, Cosenza 20. Angoli: Savoia: 2, Cosenza 1. Fuorigioco: Savoia 4, Cosenza 2. Recupero: 2’ e 5’. Spettatori: 1.407 paganti (piu’ una cinquantina di supporters giunti da Cosenza) per un incasso complessivo di 9.400 euro

Torre Annunziata
Un periodo nero. Non ne va bene una al Savoia che ancora una volta è costretto a rimandare l’appuntamento con la prima vittoria interna. La causa questa volta è da attribuire alla vera e propria rapina a mano armata da parte del Cosenza che senza mai tirare in porta, riesce a “scippare” al 95’ un punto d’oro per la sua classifica. Li’ dove finisce la mala sorte, cominciano comunque i demeriti del Savoia che ha dovuto fare i conti con la paura matta di vincere che lo ha portato a gestire malissimo il prezioso vantaggio acquisito grazie ad una bella rete di Di Piazza. Il calcio poi lo si sa, e’ spietato cosi’ negli ultimi secondi dell’ultimo minuto dei cinque minuti di recupero concessi dal bresciano Mantelli, la gioia si e’ tramutata di colpo in un autentico dramma. La situazione in classifica per i biancoscudati, comincia ora a diventare davvero preoccupante anche perché pareggiare in questo modo una partita che oramai era quasi vinta, ha inferto sicuramente un duro contraccolpo morale sulla già fragile psiche di questa squadra che si spera non possa riverberarsi in negativo su un percorso che di qui alla fine e’ gia’ di suo irto di ostacoli. Adesso bisognerà tramutare questa cocente delusione in rabbia ed energia positiva per uscire immediatamente da questo stato di coma perdurante.

La scelte tattiche
Il tecnico dei bianchi Ugolotti, sceglie nuovamente il 4-3-3. Il giovane centrale sardo Sirigu sostituisce l’inonrtunato Rinaldi , Sanseverino si riappropria della corsia di destra dopo aver scontato le due giornate di squalifica comminategli dal Giudice Sportivo mentre Del Sorbo vince il ballottaggio con Cipriani. Sull’altra sponda, Roselli conferma i dieci/undicesimi della formazione che la settimana scorsa ha annientato la Vigor Lamezia al “San Vito”, fatta eccezione per Calderini che viene preferito dal veterano Mosciaro.

La cronaca
Le due squadre si temono e cominciano con il freno a mano tirato. La posta in palio è alta e sembra che la sfera tra i piedi dei ventidue in campo, scotti e non poco. I primi venti minuti sono dunque dedicati alla fase di studio, alla ricerca dei rispettivi punti deboli da poter sfruttare. I bianchi sembrano comunque più decisi e determinati a penetrare nelle maglie della difesa rossoblù e mantengono il possesso palla ed il pallino del gioco. Ai silani andrebbe anche bene il pari e si limitano a difendersi nella speranza che si possa aprire qualche varco per pungere in contropiede anche se la prima azione da annotare è proprio di marca calabrese con un bel tiro dai venticinque metri di Arrigoni che assume una strana traiettoria a campanile che passa non molto distante dalla trasversale della porta difesa da Santurro. I ragazzi di Ugolotti ci provano: ci mettono tanta buona volontà ma non riescono mai a rendersi pericolosi dalle parti di Ravaglia, spettatore non pagante nel primo tempo. Sulle fasce laterali, i nulla totale: pesa maledettamente l’assenza di calciatori in grado di saltare l’uomo e di creare la superiorità numerica così il primo tempo si avvia mestamente alla fine, tra gli sbadigli degli astanti. Nel secondo tempo, cala il buio al “Giraud” tato che diventa necessario accendere i riflettori che illuminano subito a prima azione pericolosa targata ancora Cosenza. Cross teso al centro dalla sinistra da parte di Zanini, Mosciaro anticipa Di Nunzio e di piatto destro al volo, calcia di poco a lato. Provano a scuotersi i padroni di casa che al 7’ riescono finalmente a mettere un bel cross al centro con Scarpa ma nell’area piccola non c’e’ nessuna maglia bianca a raccogliere il succulento invito. Ugolotti le prova tutte pur di vincere la partita gettando contemporaneamente nella mischia sia D’Apollonia che Di Piazza e la mossa si rivela vincente. L’ex esterno del Venezia ha subito una occasione clamorosa presenta dosi da solo davanti a Ravaglia dopo un liscio clamoroso di Magli ma spreca incredibilmente calciandogli addosso. E’ il preludio al goal che arriva un minuto dopo. Splendido assist filtrante di Gallo per Di Piazza che con un preciso colpo di biliardo batte Ravaglia sul secondo palo facendo esplodere il “Giraud” in un urlo liberatorio. Una vera mazzata per gli ospiti che sono ricostretti a rivedere i propri piani. Roselli che poco prima aveva sostituito Mosciaro per Cesca, inserisce un altro attaccante (De Angelis) per gettarsi all’assalto della porta di Santurro ma la difesa oplontina, guidata da un magistrale Di Nunzio, rispedisce al mittente ogni pallone che transita da quelle parti. Intanto nella retroguardia calabrese si aprono delle autentiche voragini e ma i bianchi non vogliono rischiare: i tre punti sono di vitale importanza quest’oggi, dunque meglio difendere con le unghie e con i denti il preziosissimo goal siglato dall’ex Pro Vercelli. Al 95’ pero’, l’assurda quanto immeritata doccia fredda. Il Cosenza che fino a quel momento non aveva mai tirato nello specchio della porta avversaria, pareggia incredibilmente sugli sviluppi di un calcio d’angolo con il difensore Blondett che stacca di testa gelando sia Santurro (ancora poco reattivo nelle uscite) che il numeroso pubblico presente. Una vera e propria rapina a mano armata che e’ la testimonianza lampante del periodo nero che sta vivendo il Savoia… Neanche il tempo di riposizionare la palla nel cerchio di centrocampo che il sig. Mantelli di Brescia decreta la fine delle ostilita’, tra l’incredulità generale.

Questa volta la delusione e la tristezza nella sala stampa del “Giraud” dedicata al compianto giornalista torrese Sfera, e’ tanta per i tre

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