L’assordante silenzio di Aniello Mormile: dopo la strage non proferisce parola

Aniello Mormile

Se si provasse a ripercorrere ritmicamente quello che è accaduto la notte della tragedia sulla Tangenziale di Napoli che ha visto morire Aniello Miranda e Livia Barbato, i suoni andrebbero a scandirsi così: le ruote sull’asfalto preso contromano, il terrore dei viaggiatori su altre automobili che provano a scansare quel folle alla guida di una Renault Clio, le voci di chi disperatamente prova ad avvisare le forze dell’ordine, lo schianto frontale, il telefono che squilla ed avvisa i familiari dell’accaduto, la corsa in ospedale, i pianti di chi quella notte ha perso delle persone care, e poi a seguire le parole di Anna la moglie del deceduto Aniello Miranda, e della mamma di Livia Barbato la 22 rimasta anch’essa vittima dello scontro, ma di Aniello Mormile, il 29enne folle omicida, nulla, neanche una parola.

Silenzio, si avvale della facoltà di non rispondere, il dj di Pozzuoli non proferisce parola, preferisce il silenzio all’interrogatorio di garanzia che si è svolto all’Ospedale San Paolo di Napoli, dove lui stesso è ricoverato. Ci sono ben due famiglie che piangono la morte di un padre e marito esemplare e di una figlia troppo giovane per dover morire così ingiustamente, ma Aniello Mormile, si chiude nel suo silenzio. Non possiamo conoscere i reali motivi che lo hanno spinto a questo tipo di condotta. Potrebbe trattarsi di una scelta strategica ai fini legali ma anche l’incapacità ad essere lucido per una persona a dir poco turbata da una strage così violenta.

E’ accusato di duplice omicidio volontario Aniello Mormile, ma non fa nulla per difendersi, il gip Claudio Marcopido e il pm Salvatore Prisco per ascoltarlo si erano recati nel presidio ospedaliero dove attualmente è ricoverato ma tutto è stato inutile. Per Mormile è stata richiesta la conferma d’arresto. Spesso si dice che il silenzio sia la risposta migliore, ma non in questo caso, non a seguito di una tragedia che non sarà mai dimenticata, perché a seguito di un gesto simile, le famiglie che oggi piangono i propri defunti, avrebbero voluto forse una risposta, una parola, anche se in fin dei conti, non sarebbe servita a riportare in vita le vittime decedute quella notte.

 

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