Squalifica ridotta alla Juve. E se la bomba carta l’avesse lanciata Genny ‘a Carogna?

La legge non è uguale per tutti

Benvenuti in Italia, il paese dove la legge non è mai uguale per tutti, nella vita di tutti i giorni come nello sport, in modo particolare nel calcio, dove la sudditanza psicologica regna e vince su tutto.

Siamo quelli delle “notti magiche inseguendo un gol”, quei campioni del mondo che resero azzurro il cielo di Berlino nel 2006, ma purtroppo ancora di più siamo quelli di calciopoli, scudetti rubati, partite vendute, cori razzisti, striscioni che offendono e mani che uccidono, siamo quel paese del calcio malato in cui purtroppo ancora regnano due pesi e due misure.

Nel calcio italiano conta l’appartenenza, i colori che rappresenti, la maglia che indossi, conta la società a cui fai riferimento, funzionano così le leggi, che cambiano a  seconda dei colori delle maglie. L’ennesima conferma arriva dalla decisione della Corte Sportiva d’Appello della Figc, che ha ridotto da due a una sola giornata di squalifica il Settore Sud dello Juventus Stadium, a seguito del lancio di bombe carta in direzione dei tifosi ospiti, durante il derby con il Torino. Alla Juventus oltre alla riduzione della squalifica, anche un netto taglio sull’ammenda che da 50mila euro è stata ridotta a 30mila. Accade di tutto quando si tratta del club bianconero, accadono miracoli inaspettati, giustificazioni che piovono dal cielo e che tra l’altro hanno fondamenta nettamente instabili. Già in precedenza, a campionato ancora in corso, subito dopo lo spiacevole episodio del derby alla Juventus fu concesso di giocare in casa contro il Napoli, con tutti i settori aperti al pubblico di fede bianconera, per concedere loro la festa scudetto. Dov’è la giustizia?

La risposta è la più semplice, la giustizia è dove manca il potere, è sui campi di calcio dove un pubblico preoccupato per un fratello gravemente ferito da un maniaco della violenza, come nel caso di Ciro Esposito all’epoca dei disordini in occasione della finale di Coppa Italia nel 2014, viene etichettato come un pubblico violento e facinoroso, la giustizia è sugli spalti a condannare Genny ‘a Carogna per le maglie che indossa, la giustizia è in quelle curve chiuse allo Stadio San Paolo, quando anni fa si diceva che i tifosi partenopei avevano distrutto il treno che li condusse nella capitale per assistere alla partita contro la Roma, è nelle squalifiche del tempio partenopeo che costringeva gli azzurri a giocare nell’eco del silenzio, ma avete mai sentito parlare di stadi chiusi alla Juventus per accoglienza razzista ai tifosi ospiti, avete visto chiudere impianti sportivi al Nord? No! Al massimo un settore.

Questa non è la giustizia che vorremmo imparassero un giorno i nostri figli, questo modo di amministrare il potere non ci appartiene, non fa parte di quel motto “La legge è uguale per tutti”, con cui molti si riempiono la bocca ma non la coscienza. Il settore Sud dello Juventus Stadium resterà chiuso solo per la partita di campionato contro l’Udinese, perché in fin dei conti per la legge italiana, una bomba carta tirata agli avversari, fa meno male della maglia indossata da Genny ‘a Carogna.

Benvenuti nel calcio italiano, dove la legge la fa chi ha le tasche più piene.

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