Gigi D’Alessio denuncia: “Non mi fanno consegnare un’ambulanza neonatale”

gigi d'alesso la radiazza ambulanza neonatale

Spesso la soluzione di molti problemi socialmente rilevanti è una presa di coscienza da parte delle persone e di uno slancio collettivo e solidale. Altre volte, invece, anche se lo slancio c’è, il sistema è così legato alle formalità e imbrigliato in meccanismi sbagliati da bloccare lo sviluppo. Un esempio di questo controsenso è il caso denunciato da Gigi D’Alessio al La Radiazza: “Sono ormai due settimane che non si riesce a consegnare all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta l’ambulanza neonatale acquistata con i soldi raccolti con la campagna contro la ‘terra dei fuochi’ promossa in collaborazione con una nota marca di acque minerali”.

Ambulanza

Un paradosso che il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e il conduttore, Gianni Simioli hanno commentato con: La burocrazia ferma anche la generosità. Sono stati spesi 150.000 per acquistare un’ambulanza neonatale – spiegano – dotata di tutto ciò che serve per il trasporto dei bambini appena nati che hanno bisogno di essere trasferiti da un ospedale all’altro, ma non si riesce a metterla a disposizione dell’ospedale perché i commissari straordinari, Guercio, Ametta e Pace, non hanno ancora concluso l’iter per la consegna. È davvero assurdo, soprattutto se si considera che, al momento, l’ospedale si serve di ambulanze prese in affitto e continua a pagare quando potrebbe averne una di proprietà, risparmiando soldi che potrebbe destinare ad altre attività”

Simioli e Borrelli hanno concluso parlando dell’impegno dimostrato da D’Alessio nella campagna contro la “Terra dei Fuochi”: D’Alessio, inoltre, ha detto che continuerà il suo impegno per la ‘Terra dei fuochi’, anche sostenendo l’impegno della Regione per la rimozione delle ecoballe che sarà avviata tra poche settimane. Contro il dramma della Terra dei fuochi è fondamentale l’unione di tutti per far rinascere quei territori, attraverso il controllo continuo per impedire altri roghi e la bonifica dei terreni inquinati, ma anche con campagne di comunicazione per far capire che la stragrande maggioranza di quel territorio è sano, così come i prodotti che vengono coltivati e lavorati in quelle zone”

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più