“‘E figlie se vasano ‘nsuonno” – Il video che ha emozionato il web: ecco chi è

Lello Florio

“Mio padre m’ha ditto
ca ‘o pate l’ha ditto
ca ‘e figlie se vasano n’suonno?
Però certi detti,
sono detti sbagliati,
è inutile a ce girà attuorno.
I’so’ stato figlio,
ma mò, songo pate,
‘sti ‘ccose me songo mancate.
Picciò, nun aspetto
ca vanno a durmì,
I’ ‘e figlie m’è vaso scetate.”

Pochi commoventi e toccanti versi per descrivere il più straordinario e complesso rapporto umano, quello tra genitori e figli. Nonostante corresse l’anno 2006, oggi, a distanza di dieci anni, questi versi tratti della poesia “ ‘E figlie”, risultano essere più attuali che mai tanto da diventare virali nel mondo del web.
La poesia, scritta da Lello Florio, attore, commediografo e musicista, è stata recitata dallo stesso in una puntata della trasmissione televisiva “Il senso della vita”.
Chi si nasconde dietro questi versi? Curiosità, arte, racconti di vita vissuta. Ecco l’intervista a Lello Florio.

Chi è Lello Florio e come nasce la sua arte?
Lello Florio è un attore, commediografo, musicista. Sono figlio d’arte: mio nonno recitava in coppia con Tina Pica mio padre invece, era un comico e scriveva parodie, le famose “macchiette” Napoletane. E’ grazie a loro che ho ereditato questa “brutta malattia” per l’arte.
Il primo film a cui ho preso parte come comparsa – ero un bambino –  è stato “Operazione San Gennaro”. Il balcone, utilizzato per una scena del film, era il balcone di casa mia.
In passato ho inventato il personaggio de “Il maestro di Pernacchie”, cosa che mi ha aperto molte porte, come la partecipazione a diversi programmi come  “I fatti vostri”, “Distraction” ed altri. Nel mondo dell’arte ci vuole sempre qualcosa di geniale per farsi conoscere: per anni mi sono finto cieco, ovviamente chiedendo l’autorizzazione all’Unione Italiana Ciechi. Questa mia abilità ha colpito molto, in particolar modo Gigi Proietti che ha speso per me delle belle parole.  
I complimenti in questi anni non sono mai mancati anzi ne ho ricevuti parecchi anche da persone note dello spettacolo, però mi sono reso conto che non basta solo interpretare i vari personaggi ma occorre anche produrre. Per questo ho iniziato anche a scrivere e a mettere in scena diverse commedie: “Ssh, Permettete na’ parola”, “Agosto: 100.000”, “Le scatole vuote”.


Ci racconti di quel giorno in cui fu ospite a “Il senso della vita”,  come mai Paolo Bonolis l’ha voluta fortemente in trasmissione?
E’ una vicenda davvero carina da raccontare: era un mercoledì ed ero a casa affebbrato e mi arrivò una chiamata dalla redazione del programma “Il senso della vita” in risposta ad una mail che avevo mandato loro. In realtà non avevo mandato alcuna mail alla redazione del programma bensì a quella di Mediaset. Nella email indirizzata a Mediaset scrivevo: “Maestro di Pernacchie offresi, pernacchie di tutti i tipi. Ps. Il Maestro consegna le Pernacchie anche a domicilio”. Questa presentazione a loro piacque molto tanto da essere chiamato nel programma di Paolo Bonolis. Ovviamente nel programma non ho parlato solo del “Maestro di Pernacchie” ma ho raccontato anche di come mi sono finito non vedente per alcuni anni con i Vip che venivano a Napoli, cosa che anche Gigi Proietti ha raccontato alla redazione e in trasmissione pochi giorni prima della mia ospitata.

Nella sua pagina Facebook sono presenti molti video delle sue performance, a quale di questi si sente più legato?
I video li amo un po’ tutti. Mi divertono quelli in cui faccio il mago, le Jam Session che ho realizzato con mio fratello, quelli musicali in cui mi propongo con la chitarra o anche quelli relativi ai vari interventi nelle trasmissioni tv.

Il suo video ha fatto emozionare il web e ha toccato nel profondo tanti genitori e figli. Che consiglio si sente di dar loro?
Voglio premettere una cosa: la cosa strana della vita è che in passato ho caricato questo video in rete ma non ha riscontrato molto successo. Il 28 novembre 2015, una persona ha scaricato il video da YouTube e l’ha postato su Facebook, da quel momento le visualizzazioni e i complimenti sono stati numerosi: ho iniziato a ricevere molte richieste di amicizia dalle tantissime persone che avevano visualizzato/condiviso il video.
Quello che mi sento di dire in merito alla domanda è che i figli non devono essere guardati solo con severità ma ci vuole equilibrio tra affetto e autorità. Il senso del proverbio “ ‘E figlie se vasano ‘nsuonno” è che non bisogna esagerare, ovvero, ai figli bisogna dare il giusto. Le carezze non devono mai mancare.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Tra i miei progetti per il futuro c’è sicuramente quello di fare l’attore da grande. Mi piacerebbe scrivere altre cose, non poesie perché non mi ritengo un poeta, anche se ho scritto diverse cose da musicista più che altro perché ho badato alla rima e alla metrica. Vorrei continuare a scrivere in napoletano perché è necessario dare voce ai sentimenti con la propria lingua. Qualcosa in italiano l’ho anche scritta, ma per dare il senso di quello che c’è dentro, per mettere in atto una comunicazione, bisogna farlo nella lingua che più ti si addice.
Sto scrivendo attualmente un racconto biblico visto in chiave moderna. La commedia, “Donna Rachele”, racconta la storia e le vicende di una donna ebrea di Napoli che, dopo essere fuggita dalla città durante il periodo della guerra, decide di far ritorno a distanza di 30 anni. La donna rimasta vedova, torna nella stessa casa, con due gemelline e si ritroverà a constatare che le cose non sono affatto cambiate.