La Apple a Napoli: ma sono davvero 600 posti di lavoro?

“Che Apple scelga Napoli come primo centro di sviluppo in Europa delle applicazioni per il sistema operativo dei dispositivi mobili dell’azienda è una notizia che ci riempie di orgoglio. La scelta di Apple sicuramente tiene conto della presenza di un terreno molto fertile ed avanzato sui temi dell’ICT, dell’innovazione, della ricerca; di una città creativa per antonomasia; di un contesto universitario molto importante; di una rinnovata percezione della città da parte della grande stampa d’oltreoceano vista come una città innovativa e un brand straordinario a livello mondiale”.

Con queste parole, Luigi Nicolais, presidente del Cnr, commentava la notizia dell’avvento Apple a Napoli, con la stabilizzazione del Centro per lo sviluppo Ios.

Tuttavia, man mano che il progetto è stato presentato ed illustrato, il pubblico napoletano tutto e lo stesso Nicolais, hanno limitato l’entusiasmo iniziale, restando senza dubbio positivi ed ottimisti, ma con misura.
È troppo pococommenta Nicolais su Il Mattino–. Dobbiamo essere prudenti e non illudere i giovani. Meglio vedere prima il piano industriale”.

In effetti, le parole del Presidente napoletano si riferiscono alla programmazione dell’azienda statunitense, la quale non sta creando centinaia di posti di lavoro, come si era inteso in questi giorni, ma instaurando una scuola di formazioni per giovani talenti europei che avranno la possibilità di seguire stage e tirocini presso il Centro di Sviluppo di una delle aziende più innovative del settore, per poi essere inseriti nell’ambito dell’azienda, si suppone.

Colpa forse dell’euforia iniziale se le informazioni sono state, lievemente, distorte. Sta di fatto che l’azienda di Cupertino non ha mai annunciato la creazione di posti di lavoro, bensì una nuova opportunità nell’ambito della formazione e dello sviluppo, cosa che Nicolais plaude con energia: “Una scuola di formazione che possa poi avviare un gruppo di lavoro è la benvenuta a Napoli, caratterizzata da tanti brillanti laureati che spesso lasciano la città per poter lavorare. Questa è finalmente un’occasione per trattenerli qui”.

E, in effetti, come stimolo e motore di crescita non è cosa da poco. “Potrà sollecitare altre imprese a insediarsi in città e crearne di nuove, le cosiddette start up, grazie alle idee dei giovani partenopei”, aggiunge il presidente del Cnr, Per risolvere la mancanza di posti di lavoro, da assessore, ho sempre immaginato che la politica migliore sia proprio quella dell’attrazione degli investimenti“.

E infatti, alcune imprese napoletane del settore digitale già si dicono pronte a partecipare attivamente al processo di crescita.

A Napoli sono numerosi i programmatori e gli sviluppatori di App, che anche da autonomi senza supporti aziendali, progettano e creano costantemente. La crescita è esponenziale, assieme ai programmatori di tutto lo stivale che ne sono circa 264mila. 

Nella città partenopea ideazione e creatività certo non mancano e se a queste si accosta la presenza e un supporto di un Centro di Sviluppo Apple, allora tutti i tasselli si compongono perfettamente. Basta poco per innescare un meccanismo e far ri-partire tutti quegli ingranaggi che da troppo tempo sono fermi e impolverati.

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