“Adda venì baffone” … ma perchè? Ecco chi è l’eroe dei napoletani

baffone

Ci troviamo in un momento buio della nostra economia: la crisi continua a farsi sentire, il lavoro manca e la classe politica non rispecchia gli interessi del popolo. E’ in momenti come questi che i napoletani invocano un eroe, una figura ormai leggendaria entrata a pieno titolo nelle nostre espressioni, un paladino che arrivi per portare armonia e benessere in un mondo caotico… in poche parole “Adda venì baffone“. Lo sentiamo nominare dagli anziani che si lamentano per le pensioni, nelle minacce di chi si lamenta della sua situazione lavorativa, ma sappiamo davvero chi è questo baffone?

Iosif Stalin
Iosif Stalin

Il detto nacque quando Napoli venne occupata dalle truppe naziste, durante la Seconda Guerra Mondiale. In una situazione disperata, privi di qualunque forma di libertà, i napoletani si confortavano ripetendo agli altri ed a se stessi che “sarebbe arrivato baffone”, ovvero il dittatore sovietico Iosif Stalin, famoso per i suoi enormi baffi. Al tempo non si conosceva a pieno la realtà internazionale e la Russia veniva visto come un paese libero che, al pari dell’Inghilterra e degli USA, combatteva Hitler per portare libertà e pace: il popolo ignorava gli orrori del regime sovietico, ignorava che Stalin fosse entrato in guerra per controllare il territorio europeo ed ignorava le conseguenze che avrebbero portato a decenni di guerra fredda. Baffone doveva arrivare e salvare Napoli, punto.

L’illusione continuò anche dopo la guerra, l’URSS era considerata una realtà evoluta dove chiunque poteva trovare lavoro e gli operai comandavano. I napoletani continuarono a dire “adda venì baffone”, anelando ad uno stravolgimento positivo delle loro condizioni sociali ed economiche. Sono passati più di 60 anni dalla morte di Stalin, ma Napoli aspetta ancora l’avvento di un baffone: non è più un personaggio esistente, non è più una realtà, ma una speranza, un desiderio di rivalsa ed una minaccia costante al mondo sbagliato in cui viviamo. Prima o poi, insomma, “adda venì baffone”.

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