Sesso e massaggi a Napoli. Giulia racconta: ecco cosa facevo e cosa chiedevano

massaggi2Recentemente abbiamo scritto in merito alle nuove forme di prostituzione che nascono, pseudo – clandestine, all’interno di alcuni centri massaggi; ne abbiamo parlato in concomitanza degli ultimi fatti di Caserta, secondo i quali i proprietari di un Centro massaggi di San Nicola la Strada sono stati denunciati per favoreggiamento alla prostituzione.

Dietro i massaggi relax, body e di altro genere, si nascondono diverse forme di prostituzione. E non accade, come si pensa, solo nei Centri asiatici, in cui lavorano donne orientali ed orientali sono gli stessi gestori, bensì in molti altri esercizi appartenenti a cittadini nostrani, in cui a lavorarci sono ragazze napoletane.

Ebbene, abbiamo incontrato una di queste ragazze. Una giovane napoletana che ha lavorato per un Centro Massaggi partenopeo, di cui non faremo nome, né cenno alla zona cittadina. Alla ragazza le daremo, per convenzione, un nome di fantasia. La chiameremo Giulia.

Giulia è molto giovane, ha quasi 26 anni e un po’ di tempo fa incontrò questa possibilità lavorativa in un Centro Massaggi napoletano. Gestito da napoletani.

Giulia ci racconta che l’età media delle donne che lavorano al Centro è 30 anni: molte ragazze hanno anche dei figli, la maggior parte una vera e propria famiglia. E la doppia vita serve loro ad arrivare a fine mese. Dell’età di Giulia ce n’erano poche.

Perchè ragazze giovani come te scelgono questa professione?

“Io avevo biosogno di soldi. Per le altre mie coetanee, il motivo preciso non so dirtelo. Ma so che quando ti trovi dopo 40 minuti di massaggio 30 euro in mano, allora ci pensi. Io, ad esempio, guadagnavo in media 120 euro al giorno. In alcuni giorni ho guadagnato anche 280 euro. Quando vedi tanti soldi decidi di restare”

Siccome sappiamo che gira tutto, o quasi, attorno alla finalità sessuale, alla pratica conosciuta come “Happy ending”….quando vai a fare l’eventuale colloquio di assunzione, è importante essere capace nella pratica dei massaggi veri e propri?

Si, il massaggio devi saperlo fare: anche se non ci crederai, chi va in un centro massaggi ci tiene prima di tutto a rilassarsi. Poi, a fare sesso. C’è anche chi non chiede nulla in più al massaggio tradizionale, ma è rarissimo.
I massaggi li dovevi fare nuda? Nello specifico, quanto era la tua percentuale?
C’erano diversi tipi di massaggi e ognuno aveva un costo diverso: c’era il massaggio relax da lettino, in cui l’operatrice non si spogliava. Durava 30 minuti e prevedeva una finalizzazione manuale (Happy ending sessuale). Il costo era di 70 euro: 20 euro all’operatrice, 50 euro al datore del Centro.
Poi c’erano i massaggi da Futon: in questo caso l’operatrice era nuda, solo con lo slip. Poteva durare 40 minuti o un’ora. Ovviamente prevedeva la finalizzazione manuale, che poteva anche essere fatta in doccia, con un prezzo diverso. Il massaggio di 40 minuti costava 100 euro: 30 all’operatrice e 70…al pappone.
E comunque, con l’aggiunta delle mance varie, si guadagna un bel pò.
C’erano clienti che chiedevano altro? magari con insistenza o con un fare molesto? Se sì, come li gestivi?
Si, i clienti ti chiedono sempre qualcosa in più, cioè il rapporto completo di solito. C’è chi ti offre dei soldi per fare sesso. E generalmente sono sempre i più anziani che ci provano.
Non è sempre facile gestire i clienti comunque. A volte erano molto insistenti.
Poi….la decisione di smettere. Perché?
All’inizio, quando vedi tanti soldi, come ti ho detto, decidi di restare, anche se con forti dubbi. Ma dopo sei mesi non ce l’ho fatta più. Il guadagno era buono ma dall’altro lato c’era lo stress della doppia vita: lì avevamo nomi diversi durante il lavoro, poi nessuno sapeva quello che facevo, né la mia famiglia, né i miei amici. Vivevo con l’ansia che qualcuno potesse scoprirmi…non ce l’ho fatta a continuare così.
Ora Giulia ha un altro lavoro, un fidanzato ed è soddisfatta della sua vita. Per arrivare alla serenità ci sono strade molteplici e ognuno percorre la sua. Con dei fossi, degli ostacoli, con gli odori sgradevoli dei disagi. L’importante è ritrovare se stessi.
Molte giovani donne, tuttavia, scelgono le strade più semplici per ovviare ai problemi quotidiani. E succede ogni giorno. Trovano sempre qualcuno che darà loro una mano. Ma lo farà per il proprio tornaconto. Speculando sulla loro povertà.
Senza dubbio, molte sono le storie e non tutte riconducibili a forti indigenze economiche. Molte volte si tratta di scelte. Anche se forse tali scelte è difficile farle in totale serenità. Questo tipo di business sessuale sta diventando una piaga sociale di cui non si parla: il rischio è che questa ipocrita prostituzione, ripulita dallo smog di strada è facilmente accessibile a chiunque.

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