Ospedale del Mare, nuovi progetti: asilo nido e fermata circumvesuviana

Ospedale del Mare, il progetto
Nuovi progetti
per il famoso nosocomio di Ponticelli non ancora aperto al pubblico (del tutto): l’Ospedale del Mare, inaugurato sempre parzialmente e mai reso completamente funzionale, è attualmente oggetto di nuovi cambiamenti, positivi a quanto pare.

La decisione è stata di De Luca, come scrive Raffaele Nespoli de Il Corriere del Mezzogiorno; Il presidente della regione, ha infatti, ampliato le funzioni del commissario ad acta Ciro Verdoliva, il quale ha dimostrato già le sue capacità professionali proprio durante la creazione del complesso ospedaliero.

Il commissario, su indicazioni di De Luca, è tenuto a portare a termine due progetti importanti: la creazione di un asilo nido all’interno dell’ospedale per i figli dei dipendenti e una fermata della circumvesuviana destinata al complesso, per facilitare l’arrivo agli utenti.

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Si tratta di progetti di fondamentale spessore sociale, poiché entrambi creano servizi per i cittadini: il primo, accogliendo i bambini dai zero ai 36 mesi, rappresenterà un passo in avanti nella conciliazione tra vita privata e professionale, in altri paesi esistente da tempo; il secondo progetto agevolerà di gran lunga il servizio logistico agli utenti, stabilendo una fermata della circumvesuviana sulla linea Napoli/Ottaviano-Sarno, tra le stazioni già esistenti di Vesuvio/De Meis e Cercola.

L’investimento, proveniente soprattutto dai fondi della Comunità europea, sarà di 30 milioni di euro; entro dicembre 2016 saranno anche pubblicati i bandi di gara per i lavori strutturali.

Il lavoro duro per Verdeoliva sarà, oltretutto, supportare la ASL Napoli 1, la quale dovrà velocizzare i suoi lenti meccanismi di lavoro e iniziare a funzionare completamente all’interno del complesso. Probabilmente, proprio l’ASL rappresenta lo scoglio maggiore, essendo anche sprovvista, attualmente, di personale.

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Il paradosso vuole che l’Ospedale del Mare, architettonicamente innovativo, dalla struttura funzionale e sinergica, sia diventato un set cinematografico, prima di essere un ospedale. Questa l’osservazione di Nespoli; “I bastardi di Pizzofalcone” (fiction Rai), infatti e “La tentazione di essere felici” di Gianni Amelio posseggono, entrambi, come sede, per alcune scene, l’Ospedale del Mare di Ponticelli. Quanto meno, vi è stata un’utilità.

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