Napoli è la città più violenta d’Italia: “record” di omicidi e delinquenza minorile

omicidio di camorra

E’ stato presentato questa mattina, nelle aule dell’Università Federico II di Napoli, il rapporto sulla criminalità napoletana redatto da Giacomo di Gennaro, docente di sociologia generale dell’Ateneo federiciano, e Riccardo Maselli, docente dell’Università Partenope. L’opera, “Criminalità e Sicurezza a Napoli”, consta di più di 400 pagine ed è stata pubblicata con fedOAPress grazie al finanziamento dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” di Roma. Hanno partecipato alla presentazione anche il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il procuratore generale di Napoli Luigi Riello ed il direttore di Transcrime dell’università Cattolica di Milano Ernesto Ugo Savona.

Le ricerche dei due professori si sono concentrate sui nove anni di cronaca di Napoli intercorsi tra il 2004 ed il 2013 e hanno analizzato i vari crimini, gli autori ed i moventi per creare un quadro completo della delinquenza napoletana. Un dipinto che non fa onore alla nostra città, anzi: secondo lo studio, tra il 2004 e il 2006, gli omicidi legati al mondo della Camorra sono 209 sui 319 totali, mentre, tra il 2012 e il 2013, 62 su 108; una proporzione che, in questi mesi, è sicuramente aumentata.

Per i furti e le rapine, circa il 57% dei denunciati è composto da minori, un dato allarmante per la condizione dei napoletani più giovani. Abbiamo gioito per l’incremento del turismo, specialmente nel Centro Storico della città, ma a questo dato corrisponde un proporzionale aumento di scippi e rapine a mano armata proprio in quella zona. Più aumenta il numero di visitatori, più prolificano i criminali che cercano di carpirli e derubarli. Tuttavia, nonostante questi dati, Napoli risulta la città più violenta solo prendendo in considerazione i crimini legati alla Camorra, che, complessivamente, è alla base di più della metà delle attività illecite commesse a Napoli e nelle zone limitrofe.

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