Quello che Giletti non dice: 500 treni nuovi in 30 anni in Lombardia, zero in Campania

massimo giletti

Non paiono poche le persone che, da tempo, non provano stima per la persona di Massimo Giletti in quanto giornalista e conduttore e, di conseguenza, il suo seguìto programma che va in onda su Rai Uno la domenica a ora di pranzo, L’Arena.

Nelle circa due ore o più di presenza televisiva va in onda un autentico horror show che mostra la mediocrità della pseudo-informazione italiana, palesando e contribuendo all’avanzato stato di decomposizione dell’opinione pubblica tricolore, la quale sa solo limitarsi all’invettiva verso il nemico di turno, che sia l’immigrato, il rifugiato, il politico, l’Unione Europea o qualunque altra cosa, basta che si gridi.

La verità delle circostanze, l’approfondimento e la descrizione a tutto tondo di una determinata problematica non costituisce per niente lo scopo del programma. La platea venutasi a formare in decenni di abbrutimento sociale, d’altra parte, non può che comprendere ed apprezzare progetti e toni dal degrado che si era ritenuto esistente, fino a qualche anno fa, soltanto nei romanzi Dickens o Dostoevskij.

Ciò che era stato immaginato nella finzione letteraria è divenuto invece realtà, in Italia, e Giletti sembra trovarsi perfettamente a proprio agio nel ruolo che svolge nell’informazione e in Televisione.

Ieri è andato in onda l’ennesimo spettacolo pensato e prodotto per l’italiano medio, incentrato sullo sciopero di alcuni dipendenti della ex Circumvesuviana volto alla difesa di un privilegio accordato da un Regio Decreto del 1931, in forza di cui i parenti di costoro hanno la possibilità di viaggiare gratuitamente sulla linea. Un beneficio che l’EAV ritiene abrogato già dal 2013, a differenza di alcuni sindacati e lavoratori che invece lo ritengono in vigore.

Tale questione è diventata nazionale seppure la cifra dello spreco economico, in questo caso, sia ben lontana da quelle che realmente costituiscono una grave zavorra per l’economia delle aziende private o della nazione. È ovviamente sacrosanto il diritto di parlare e denunciare un beneficio che per molti è ingiustificato ed odioso, tuttavia focalizzarsi su di esso e bypassare tutta una serie problematiche consistenti rende la trasmissione sterile ed utile soltanto allo share, ossia la sola cosa che interessa ai vertici della Rai e a Giletti, che senza telespettatori resterebbe senza trasmissione (alla faccia della deontologia).

Giletti avrebbe potuto infatti fare un’ampia panoramica della situazione trasporti su ferro in Italia, dicendo che in Italia le ferrovie offrono ai pendolari – per lo più studenti e lavoratori – servizi pessimi da Nord a Sud, investendo soltanto nell’Alta Velocità che serve principalmente ai turisti o ai privilegiati, mentre la gente comune viaggia in dei carri bestiame sporchi, sempre in ritardo, super affollati, non sicuri, spesso guasti, sui binari unici.

A Sud l’emergenza è ancora più grave, poiché esistono meno strade ferrate, i biglietti dei regionali sono più cari di quelli dell’Alta Velocità (rapporto costo del biglietto/chilometro), meno treni e più vecchi (al Sud molto spesso si viaggia su treni che prima erano al Nord, dove sono stati dismessi perché vecchi e spediti nel Mezzogiorno). Al Sud, lo ricordiamo ancora una volta, nel 2014 sono stati destinati l’1,2% degli investimenti sulle ferrovie, il 98,8% al Nord: mentre il Settentrione si avvicina sempre di più a standard europei, il Meridione è fermo all’Ottocento, secondo dati Istat.

Umberto De Gregorio, Presidente del CDA di Eav, ha inoltre affermato che in 30 anni in Lombardia sono arrivati 500 nuovi treni, zero in Campania. Lo ha potuto, però, soltanto scrivere su Facebook perché a L’Arena domina immancabilmente la piazza, che urla più forte e più lungo di chi vuole ragionare.

Andando sul sito di Trenitalia, se per esempio vogliamo da Ragusa a Palermo in treno (237 chilometri) pagheremo 20,60 euro (0,08 euro per chilometro) impiegando quasi 7 ore; per andare invece da Milano a Roma con Freccia Rossa (579 chilometri) pagheremo un biglietto a partire da 44,50 euro (0,07 euro per chilometro) impiegando non più di 3 ore e venti minuti. Ma a Giletti, questo, non interessa.

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