Attenti a quello che scrivete: una bestemmia sui social può costarvi 300 euro

bestemmie

Ultimamente, si sta diffondendo una concezione sbagliatissima dei social network: in molti, anche e sopratutto persone adulte, hanno iniziato a considerare queste nuove piattaforme multimediali come “zone franche” in cui è possibile sfogarsi in qualunque modo. Offendere qualcuno, persino minacciare di morte o semplicemente augurarla, bestemmiare e fare umorismo di cattivo gusto sono attività comuni di chi utilizza i social nel modo più sbagliato possibile.

Quello che queste persone ignorano è che quello che facciamo sul web non viene fatto in una zona franca e ci rispecchia in pieno: le tragiche storie di cyberbullismo degli ultimi mesi non fanno altro che dimostrare tale realtà. Anzi, mentre in un discorso normale una parola fuori posto o un eccesso d’ira vengono dimenticati presto e perdonati, sul web tutto resta in eterno, anche contro la nostra volontà. Inoltre, la legge italiana paragona una bacheca come quella di Facebook ad un luogo pubblico in tutto e per tutto.

Abbiamo già parlato di come ingiuriare qualcuno tramite social network sia equiparato dalla giurisprudenza ad una diffamazione aggravata proprio perchè l’offesa o la calunnia in questione sono visibili da chiunque ed in qualunque momento. Leggendo l’articolo 724 del nostro codice penale, però, si nota un’altra cosa: “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”.

Essendo, come detto, equiparati i social network ad un luogo pubblico, una qualunque bestemmia di questo tipo potrebbe costare all’incauto utente veramente caro. Questo tipo di atti non sono più un reato penale, ma la sanzione amministrativa rimane in vigore. Tanto è vero che alcuni siti e gruppi di religiosi hanno preso come unica missione quella di denunciare e segnalare alle autorità tutte queste attività blasfeme compiute a mezzo del web e tante pagine e profili hanno chiuso i battenti a causa di queste segnalazioni.

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