Rapporti con la ‘Ndrangheta, il dg della FIGC difende la Juve: “È una cosa banale”

Fanno discutere le parole di Michele Uva, direttore generale della Figc che è intervenuto sull’indagine della Procura Federale e della Commissione Antimafia sui rapporti tra la Juventus e alcuni esponenti della criminalità organizzata calabrese.

Uva ha detto: “Ci sono state delle attività che si sono svolte. C’è in atto una attività penale verso alcune persone dove la Juventus non esiste, non è coinvolta. C’è una attività della Procura federale, dove sono state violate delle norme. Siamo sereni, mi sembra che si stia alzando troppo il volume su una cosa banale e penso che i problemi dell’Italia e della Commissione Antimafia dovrebbero essere rivolti verso attività ben diverse da quelle dei biglietti ad una curva”.

L’inchiesta è partita dalla Procura di Torino dell’ex prefetto Pecoraro e riguarda i rapporti tra la Juve e la curva: c’è il coinvolgimento del figlio di un boss calabrese della ‘ndrangheta, Rocco Dominello.

Sei giorni fa la stessa Federcalcio aveva deferito Agnelli e alcuni funzionari della Juventus per questa vicenda.

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