Ciro Giustiniani: “Vi racconto come è nato il personaggio di Don Ciro”

Al Nettuno Lounge Beach di Torre Annunziata si è svolto l’evento che ha visto protagonista Antonio Careca. Ospite della serata anche l’attore comico napoletano Ciro Giustiniani di “Made in Sud”. Abbiamo incontrato il noto attore per parlare del suo libro “Per mia mamma sorridere era già in italiano” scritto con Francesco Velonà, uno degli autori di “Made in Sud” edito da RAI-ERI.

Ciro cosa si deve aspettare chi leggerà il suo libro?
“Non il classico libro di battute comiche ma degli aneddoti di vita reale che a volte possono far ridere ma sicuramente riflettere. Nel libro si descrive una Napoli vera quella di tutti i giorni. Si descrivono le nostre zone, si fa riferimento alla cultura vesuviana e racconta la storia di un ragazzo napoletano che vuole realizzare un sogno. I personaggi sono quelli di una famiglia perbene di una famiglia napoletana”.

Le sue origini sono di San Giorgio a Cremano città che ha dato i natali al grande Massimo Troisi. Cosa significa per lei il legame territoriale con questo grande artista?
“Avere origini legate alla città di Massimo Troisi ti inorgoglisce, era un attore naturale. Come Maradona è per il calcio così Massimo è considerato per chi fa il nostro mestiere. San Giorgio a Cremano ha avuto anche Alighiero Noschesi altro grande protagonista della scena”.

Qualche settimana fa proprio a “Made in Sud” hai fatto un monologo che parla del Vesuvio e delle bellezze della nostra terra, ci racconta quel momento e del perché la scelta di quel monologo
Con quel monologo volevo sdoganare quello che si dice sempre di Napoli, non voleva essere una risposta a qualcuno ma volevo evidenziare le nostre meraviglie. A Napoli i problemi ci sono, ma evidenziare le meraviglie che Napoli offre non fa male a nessuno. Il Vesuvio ci regala tante prelibatezze come i pomodorini, i friarielli, ad esempio qualcuno li traduce chiamandoli “frigitelli”, i friarielli non si possono tradurre è come se volessimo tradurre Giorgio Panariello con Giorgio piccolo cestino di vimini”.

Uno dei suoi personaggi più celebri è “don Ciro” ispirato a don Antonio Polese “il Boss delle Cerimonie”. Come nacque l’idea?
“Il personaggio di “don Ciro” mi è venuto prima che le puntate de “Il Boss delle Cerimonie” andassero in onda su Real Time, poi visto il successo della trasmissione mi resi conto che sarebbe stato apprezzato un personaggio legato a don Antonio. Don Antonio mi ha sempre chiesto perché non avevo scelto come nome del personaggio proprio il suo? Gli dissi don Antonio io mi ispirerò a lei ma la mia imitazione sarà molto accentuata e farò molto di più. Quindi non volevo creare una caricatura ma solo ispirarmi alla sua persona”.

Che tipo era don Antonio? Ci racconta qualche aneddoto personale con lui.
“Ho conosciuto Don Antonio e ti dico che persone come lui ce ne sono poche. Lui mi ha regalato tre camicie sue e una la indosso quando faccio i live. Quello che mi ha lasciato sono degli insegnamenti molto importanti. Mi chiedeva sempre se lavoravo grazie alla sua imitazione, ed era molto contento del mio successo”.

Cosa ci dice in merito agli ascolti di “Made in Sud” che rispetto all’anno scorso sono stati più bassi?
“Il calo degli ascolti c’è stato, ma la media di rete era molto alta, il problema non era di Made in Sud ma un po’ di tutta la televisione. Poi c’è stata una contro programmazione molto forte con fiction di successo e il ricongiungimento di Paola Barale e Raz Degan all’Isola dei Famosi che ha tenuto incollati ai teleschermi milioni di persone. Sul web però noi siamo stati la trasmissione più seguita perché le persone andavano a vedere i video e le repliche”.

Quali sono i prossimi progetti lavorativi?
“Abbiamo appena finito “Made in Sud” ora stiamo lavorando a dei prossimi spettacoli e valutando altre proposte”.

Se lei non avesse fatto l’attore comico quale lavoro avrebbe fatto?
“Leggete il mio libro e saprete quale lavoro avrei voluto fare”.

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