Approvata la riforma del processo penale: pene più severe per furti e rapine

Con 267 si, 136 no ed 24 astenuti la Camera approva il ddl sulla riforma del processo penale. A favore ha votato la maggioranza, contro i deputati di SI, M5S, Fi, Cor e Scelta civica e il ministro Enrico Costa. Il premier Paolo Gentiloni ha twittato: “Varata riforma processo penale. Equilibrio e garanzie nelle procedure, pene severe per i reati più odiosi“.

Furti in abitazione

Condanne più aspre per furti in abitazione, rapine, scippi e per il voto di scambio politico mafioso che passa da 6 a 12 anni mentre oggi è punito con carcere da 4 a 10 anni.

La prescrizione

In caso di condanna in primo grado, è prevista la sospensione della prescrizione per 18 mesi dopo la sentenza sia di primo che di secondo grado. La prescrizione decorre dal deposito delle motivazioni ma riparte regolarmente nel caso di sentenze riformate o annullate.

Indagine breve

Per snellire i tempi delle indagini preliminari, entro tre mesi dal deposito degli atti, i pm dovranno scegliere tra chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione, pena l’avocazione obbligatoria dell’inchiesta da parte del Procuratore generale presso la Corte di Appello. La novità si applicherà solo alle notizie di reato iscritte dopo l’entrata in vigore della legge. In caso di indagini relative a reati di mafia la durata delle indagini preliminari è invece fissata a 15 mesi. Attualmente il termine per le indagini preliminari per reati non mafiosi è di sei mesi, prorogabile per altri sei.

Intercettazioni

Per evitare la pubblicazione delle intercettazioni irrilevanti o riguardanti persone estranee all’inchiesta, il pm dovrà escludere dalla documentazione da inviare al giudice gli atti non pertinenti che rimarranno in un archivio riservato, a disposizione della difesa che potrà leggerlo senza copiarlo. Verranno puniti col carcere fino a 4 anni coloro che recheranno danno alla reputazione o all’immagine altrui.

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