Uccise la moglie con 12 coltellate e la insultò su Facebook: condannato a 30 anni

Successe a Postiglione in provincia di Salerno, nel lontano novembre 2014, il crudele omicidio commesso da Cosimo Pagnani ai danni dell’ ex moglie Maria D’Antonio. Dodici coltellate furono sferrate contro la donna e a guardare tutto c’era la loro figlia di quattro anni.

I due all’epoca, come riportato dal Mattino.it, erano separati e già prima dell’omicidio, Cosimo aveva tentato di sottrarre la figlia più volte alla moglie che invece aveva la custodia legale. La lite nacque per questioni familiari legati proprio alla figlia. Il padre pretendeva di vederla più spesso, mentre Maria era contraria. Il marito così uscì dall’abitazione e si procuro un coltello da taglio e con quel coltello si avventò contro l’ex moglie per ben 12 volte. Egli stesso nella colluttazione aveva riportato una ferita al ginocchio.

La morte di Maria D’Antonio fu annunciata dal marito pubblicando un post ingiurioso su facebook che scandalosamente ebbe un numero impressionante di “mi piace” e commenti che denigravano la vittima. Gli investigatori oscurarono prontamente il post dopo qualche ora. Nella città di Postiglione si parlò molto in quei giorni della tragedia.

Sono passati anni, prima di avere una condanna definitiva ed infatti ieri pomeriggio, la corte di cassazione ha confermato la condanna. L’uomo sconterà la pena a trent’anni di reclusione ed un pagamento di cinquantamila euro a favore dei due figli di Maria.

Le parti civili erano rappresentati dagli avvocati Cristoforo Senatore, Maria Pia Perisano e Sara Franco, mentre il marito è stato difeso dall’avvocato Alfonso Amato.

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