Mozzarella di bufala DOP: la prima “casara” è Anna De Pascale da Baronissi

Il comunicato stampa del Consorzio di Mozzarella Bufala Dop campana diramato in vista della Giornata Internazionale della Donna del 8 marzo, si è concentrato sulle statistiche riguardanti le lavoratrici in gonnella del comparto della Bufala Campana.

Emergono dati interessati e per certi versi sorprendenti poiché nell’immaginario collettivo l’ambiente della lavorazione dell’ “Oro Bianco” di solito è associato ai maschi. Il Consorzio con la recente statistica, invece, stravolge queste convinzioni obsolete; il 34% del comparto, difatti, è rappresentato dalle donne.

Il comunicato inoltra evidenzia la figura del primo “casaro in gonnella ”, si tratta della cinquantenne Anna De Pascale di Baronissi, in provincia di Salerno.Far nascere la mozzarella di bufala Dop è la mia passione sin da ragazza – racconta – e non lo trovo nemmeno faticoso, anche se si lavora di notte. Ho appreso questo mestiere da tanti bravi maestri, ho imparato sul campo e ora i colleghi maschi mi apprezzano e condividono molto con me. Ho dedicato la mia vita alla mozzarella, in vari ruoli, da quando avevo 26 anni. È la mia strada e ne sono orgogliosa”.

Nondimeno è significativa la presenza delle donne anche nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio, con la vicepresidente Letizia Gallipoli e la consigliera Silvia Mandara e nel Comitato Paritetico con Marina Cerrone ed Elide Romaguolo. Nell’ottica di favorire una sempre maggiore presenza femminile oltretutto è stato di recente modificata anche lo Statuto dell’organismo. Dati proiettati verso un ammodernamento del comparto ( il 33% degli occupati ha meno di 32 anni) che, allo stato attuale, già gode di ottima salute; i dati forniti su l’ultimo trimestre del 2017 evidenziano infatti una crescita di tutto e settore, in particolare i dati relativi al + 16,8% dell’export corrispondenti a circa 10 milioni di euro.

Siamo una realtà che punta sempre più su donne e giovani – commenta il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo – per questo abbiamo dato vita alla prima Scuola nazionale di formazione lattiero-casearia, con l’obiettivo di insegnare l’arte del casaro alle nuove generazioni, trasmettendo un sapere secolare ma in un’ottica contemporanea, al passo con i tempi. Il successo del primo corso testimonia la voglia che c’è di avvicinarsi a questa vera e propria arte”.

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