Neoborbonici scrivono a Di Maio: “Accordo con Lega offenderebbe il Sud”

Napoli – Pochi giorni fa Napoli ha festeggiato l’elezione del cittadino Roberto Fico, del Movimento 5 Stelle, come Presidente della Camera. Questo sia perché Fico si è sempre dichiarato un sostenitore delle cause meridionaliste, sia per il forte consenso ottenuto dal Movimento al Sud nelle ultime elezioni. Tuttavia, la preoccupazione per la creazione del nuovo Governo resta dal momento che queste cariche fanno sempre più temere un premier leghista.

Per questo motivo i Neoborbonici, nella persona del presidente Gennaro De Crescenzo, hanno scritto una lettera aperta (anzi, “apertissima”) a Luigi Di Maio:

“Caro Luigi, io lo so che un accordo per i presidenti di Camera e Senato non è un accordo per un governo Lega-M5S. So pure che un presidente della Camera napoletano come Roberto Fico (che pochi giorni fa, in radio, parlava della necessità della memoria e dell’identità dei “popoli del Sud” e approvava il giorno della memoria per le vittime meridionali dell’unificazione italiana) è una cosa buona e sarebbe una cosa buona pure un premier (finalmente) napoletano come te ma, visto il clima già abbastanza confuso di questi giorni, forse qualche pensiero sul tema potrebbe essere utile.”

Il M5S ha preso tanti voti e tantissimi voti li ha presi al Sud. Non abbiamo mai pensato che quei voti fossero tutti voti “neoborbonici” (lo hanno scritto quelli del Corriere parlando di “onda neoborbonica” o quelli dell’Espresso attribuendo quel successo addirittura ad un ipotetico accordo nella nostra manifestazione di Gaeta per la memoria delle Due Sicilie). Non abbiamo mai pensato neanche che fossero tutti voti terroni, sudisti o identitari o neomeridionalisti (anche se gli interventi di Pino Aprile, ad esempio, li hanno letti e condivisi milioni di persone). Non abbiamo mai pensato che M5S potesse o dovesse diventare una “lega del Sud”. E non abbiamo mai pensato neanche che M5S potesse e dovesse risolvere (dopo 150 anni) i problemi del Sud e dell’Italia. Abbiamo sempre pensato, invece, che quei voti meridionali pesino, uno sull’altro, come macigni e che siano un segnale forte e chiaro. Altro che “redditi di cittadinanza” o “Sud fannullone” (le tesi dei soliti razzisti “padani”, dei soliti subalterni nostrani o dei soliti ricercatori disperati di alibi per le proprie sconfitte). Quei voti (finalmente “liberi”, forse, dopo 150 anni) erano voti contro un sistema che ha reso (e rende) il Sud colonia, erano voti coraggiosi contro le clientele, contro le promesse elettorali e contro i soliti e potenti noti (incapaci e/o corrotti ma ancora al potere). Quei voti gridano una sola parola forte e chiara: rispetto.”

Qualsiasi accordo con una Lega che finge di essere cambiata, che finge di essere “nazionale” offende i meridionali a meno che qualcuno di voi (nel pieno delle sue facoltà mentali) non pensi davvero che Salvini&salviniani abbiano rinnegato davvero lo slogan “prima il Nord” e che accetteranno il patto di “Sud 34” (quello firmato anche da alcuni vostri eletti per assicurare equità tra Nord e Sud). Ed offenderebbe i meridionali (bene chiarirlo) qualsiasi accordo anche con partiti che hanno affossato e affossano il Sud (mai come in questi anni, con milioni di giovani senza speranze se non -come da 150 anni- quella dell’emigrazione). Soluzioni? Questa legge elettorale non è colpa vostra e neanche nostra. Andate avanti sulla vostra strada: “mai accordi e inciuci”, “mai compromessi”, “partecipa, scegli, cambia”, del resto, erano i vostri slogan e non i nostri. Governate (se potete) da soli o restate all’opposizione e fate non i miracoli (nessuno ve li ha chiesti, neanche al Sud) ma quello che potete fare e, se non potete farlo, fateci ritornare al voto e (con questa linea) magari prenderete il doppio dei voti (magari anche al Sud). In caso contrario saranno i vostri elettori (anche meridionali) a giudicarvi e magari (da neoborbonici o da neosudisti) non tutti i mali, a volte, vengono per nuocere… Nell’uno e nell’altro caso noi osserveremo, denunceremo o approveremo quello che farete (o non farete) per la nostra terra e per la nostra gente continuando con serenità e con successo il nostro lavoro culturale (sempre più prezioso, evidentemente) di ricostruzione di storia e orgoglio.”

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