Sparatoria sul Lungomare di Napoli: guerra per il racket dei parcheggiatori abusivi

Napoli – Ci sarebbe la mano della camorra e del business dei parcheggiatori abusivi dietro la sparatoria avvenuta sul Lungomare domenica scorsa. Diversi colpi di pistola sparati a via Chiatamone hanno rovinato una tranquilla e piacevole serata primaverile sul litorale partenopeo.

Si era detto di una rapina di un motorino ma forse i motivi reali della sparatoria modello “far west” sarebbero ben altri. C’è chi avrebbe voluto ribadire forte e chiaro chi comanda in quella zona e chi gestisce le attività illecite della sosta dei parcheggiatori abusivi. Questa sarebbe la nuova pista della Procura di Napoli.

I carabinieri stanno indagando su tutti i fronti. A Napoli i clan si sono divisi le varie zone di controllo e gestione del fenomeno dei parcheggiatori abusivi, un vero e proprio business che frutta tantissimi soldi. Sono in tanti i napoletani e i turisti che giungono sul lungomare con le auto. Forse proprio l’affollarsi del litorale ha fatto emergere delle rivalità nella suddivisione delle zone.

Non si esclude anche una vendetta contro un parcheggiatore abusivo ritenuto responsabile del furto di un motorino. La vittima avrebbe prima minacciato il parcheggiatore e poi sarebbe tornato con altre 4 persone sparando all’impazzata. La tragedia si è sfiorata. Si dicono preoccupati per questa vicenda il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il governatore della regione Vincenzo De Luca.

De Magistris: “Quanto accaduto è gravissimo. Questa città risponde a questa stesa con la cultura e la non violenza, non può assolutamente accettare azioni di prepotenza da parte di pochi. Queste persone sono una vergogna e tutto sono tranne che napoletani”.

Il governatore De Luca: “A Napoli siamo arrivati a un punto estremamente critico, rispetto a cui bisogna aprire gli occhi. Le famiglie normali cominciano ad avere paura di uscire di casa. Serve un piano di sicurezza urbana. Spesso si confonde la sicurezza con l’autoritarismo e la repressione mentre io cerco di spiegare da vent’anni che è un tema per la povera gente, perchè chi ha soldi vive in luoghi separati, non va alla villa comunale”.

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