Leopardi poeta buongustaio: la lista dei 49 cibi che voleva mangiare a Napoli

Poeta pessimista ma buongustaio, almeno da quanto emerge dall’appunto autografato da Giacomo Leopardi e conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli.

Leopardi amava Napoli e adorava la cucina napoletana, questo è testimoniato da una lista per il cuoco di Villa Ferrigni di Torre del Greco, Pasquale Ignarra, compilata dallo stesso poeta di Recanati su carta avorio.

Quarantanove pietanze preferite da Leopardi e una lista scritta nell’ultimo periodo della sua vita, poco prima del 1837, anno della sua morte. Come si evince dalle sigle, l’elenco apparteneva in origine alle Carte Ranieri, poi trasferito a quelle Leopardi.

L’attenzione particolare di Leopardi per il suo stomaco lo si intravede dalla lista, considerato il suo stato di salute abbastanza cagionevole: latte (d’asina?), verdure, ortaggi, formaggio, uova, e regaglie varie. Carne e pesce erano limitati, ma si vede anche una propensione verso la buona cucina.

Tortellini di magro.
Maccheroni, o tagliolini.
Capellini al burro.
Bodin
di capellini.
Bodin di latte.
Bodin di polenta.
Bodin di riso.
Riso al burro.
Frittelle di riso.
Frittelle di mele o pere.
Frittelle di borragine .
Frittelle di semolino.
Gnocchi di semolino.
Gnocchi di polenta.
Bignés.
Bignés di patate.
Patate al burro.
Carciofi fritti, al burro, con
salsa d’uova.
Zucche fritte, ec.
Fiori di zucca fritti.
Cavoli fiori ec.
Selleri ec.
Ricotta fritta.
Ravaiuoli.
Bodin di ricotta.
Pan dorato.
Latte fritto, crema ec.
Purée di fagiuoli, ec.
Cervelli fritti, al burro, in
cibreo
Pesce.
Paste frolle al burro o
strutto, pasticcetti ec.
Paste sfogliate.
Spinaci.
Uova ec.
Latte a bagno-maria.
Gnocchi di latte.
Erbe strascinate.
Rape.
Cacio cotto.
Polpette ec.
Chifel fritto.
Prosciutto ec.
Tonno ec.
Frappe .
Pasticcini di maccheroni o
maccheroncini, di grasso o di
magro.
Fegatini.
Zucche o insalate ec. con
ripieno di carne.
Lingua ec.
Farinata di riso

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