Villa Floridiana abbandonata al degrado, appello al ministro Bonisoli: salvatela!

Quando si oltrepassano i cancelli della Villa Floridiana, lo spettacolo al quale si assiste è desolante. Non resta praticamente più nulla di ciò che vi era un tempo, di una villa piena di allegri bambini e ragazzi che passeggiavano fra alberi secolari, aria pura, un luogo talvolta dove ci si poteva riposare su un giardino ben curato che affaccia sul museo del Duca di Martina.

Quello che vediamo ora è una natura costretta tra inferriate e balaustre, una natura non curata, abbandonata, ma anche in forte pericolo a causa degli alberi pericolanti, che in alcuni casi hanno oltre 200 anni. Inoltre si tratta di oltre 400 specie che si trovano nella villa, le quali spesso presentano un fungo che danneggia gli alberi che non può essere individuato facilmente e quindi occorrono accurate ricerche.

Le denunce sullo stato di degrado e di abbandono nel quale versa da tempo la villa Floridiana al Vomero, con la maggior parte delle aree inaccessibili, segnalate dalla presenza di inferriate e transenne, con tanto di cartelli che avvisano del pericolo, benché non vi sia nessuno a vigilare sul rispetto di tali divieti, vista la totale assenza di personale addetto, costituiscono da anni uno stanco rituale che, purtroppo, non sembra sortire alcun effetto pratico.

Anche in passato di fronte alle giuste proteste dei cittadini l’unica risposta che veniva offerta era la minaccia di chiudere a tempo indeterminato il parco pubblico o d’istituire un ticket d’ingresso, per la mancanza di fondi da destinare alla gestione e alla manutenzione. Purtroppo sono vicende che i vomeresi hanno già vissuto sulla loro pelle anni fa, quando il parco fu invaso da cani randagi e successivamente per la presenza di drogati e di maniaci sessuali. Il tutto per la totale incuria ma anche per la carenza d’idonea vigilanza.

Così come anni addietro il Belvedere fu chiuso con una cancellata per evitare il lancio di pietre sulle abitazioni sottostanti, laddove invece sarebbe bastato collocare delle telecamere a circuito chiuso con un monitoraggio continuo o, in alternativa, prevedere un’idonea vigilanza. 

La villa Floridiana paga purtroppo il pesante scotto di essere giuridicamente considerata un giardino storico annesso al museo Duca di Martina. Per questa ragione la gestione è affidata alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, laddove questo bene, di proprietà del demanio dello Stato dal 1919, sarebbe, a nostro avviso, dovuto passare, e non da oggi, all’amministrazione regionale, scorporandolo dall’ambito museale.

Peraltro, allo stato, dei dipendenti che, in passato, erano impegnati esclusivamente per il parco, svolgendo anche attività di sorveglianza e guardiania, non ne sarebbe rimasto neppure uno, al punto che anche l’apertura dei cancelli, che consentono l’acceso alla villa, sarebbe affidata alla buona volontà dei dipendenti che lavorano all’interno del museo Duca di Martina.

Quanto ai problemi di sicurezza che da sempre affliggono il parco, si potrebbe pensare d’istituire un posto di polizia all’interno del parco o quanto meno disporre che un paio di agenti perlustrino i viali durante l’orario d’apertura“.

Queste sono le parole di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che descrive le problematiche della villa, rivolgendo infine un appello al ministro per i beni e le attività culturali, Bonisoli ed alle massime autorità cittadine, Prefetto, Questore e Sindaco, chiedendo di risolvere quanto prima tali problemi di degrado che da anni ormai affliggono la Villa Floridiana.

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