Cardito, parla la madre del piccolo Giuseppe: “Ero immobile per lo choc”

Avrebbe guardato la terribile aggressione ai suoi figli senza riuscire a muovere un dito, una sorta di blocco emotivo che l’avrebbe portata a non soccorrere il piccolo Giuseppe, rimasto agonizzante per ore sul divano della sua casa.

Questa sarebbe la spiegazione fornita agli inquirenti dalla 30enne madre dei bimbo di 7 anni ucciso dalla furia del suo compagno a Cardito. Secondo quanto riportato da ilmattino.it, la donna avrebbe raccontato quei tragici istanti dell’aggressione.

Avrebbe prima cercato di fermare Tony e poi sarebbe caduta in un blocco psico – fisico durato due o tre ore fino alla morte del piccolo Giuseppe. Durante questo periodo di tempo l’aggressore si sarebbe recato in farmacia per comprare una pomata per medicare le contusioni provocate al bambino.

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A chiamare il 118 sarebbe stato il fratello di Tony arrivato in casa con la madre.

Intanto continuano gli accertamenti della Procura della Repubblica di Napoli Nord nei confronti della donna, che al momento non è iscritta nel registro degli indagati. Si sta cercando di stabilire se in passato si siano verificati episodi di violenza, in quanto alcuni testimoni avrebbero visto a scuola il piccolo pieno di lividi. Fondamentale sarà la versione della sorellina Noemi che sarà data al Pm con l’aiuto di psicologi.

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