Sanremo, quando il Festival parla napoletano: 5 i trionfi partenopei

I fiori e le scale, la musica e lo show. Anche quest’anno sta per arrivare uno dei momenti più attesi dagli italiani, il Festival di Sanremo. Il sipario del teatro Ariston si leverà, infatti, martedì prossimo, per calare sui ventiquattro cantanti in gara sabato 9 febbraio. Tra questi, oltre ai due vincitori di Sanremo Giovani, anche due napoletani doc, Nino D’Angelo e Anna Tatangelo. A loro il compito di riportare il celeberrimo leone d’oro all’ombra del Vesuvio. Sarebbe la sesta volta.

Nelle precedenti sessantotto edizioni, infatti, sono stati cinque i successi ottenuti da cantanti partenopei, suddivisi tra quattro noti personaggi della panorama musicale napoletano.

Ad inaugurare la bacheca Tullio Pane, anche detto “Panino”: era il 1955 quando la sua “Buongiorno Tristezza”, interpretata assieme a Claudio Villa, saliva sul gradino più alto del podio sanremese.

Appena due anni dopo arrivò anche il secondo successo napoletano: quella fu la volta di del cantante lirico Nunzio Gallo, anch’egli in coppia con Claudio Villa. Il brano s’intitolava “Corde della mia chitarra”.

Nel 1973 toccò, invece, a Peppino di Capri portare la musica napoletana sul tetto del Festival di Sanremo, con la sua “Un grande amore e niente più”.

Tre anni dopo Giuseppe Faiella (vero nome di Peppino di Capri) fa addirittura il bis, grazie al brano “Non lo faccio più”.

L’ultimo leone conquistato da un cantante napoletano al Festival di Sanremo, invece, è andato a Massimo Ranieri, con la sua intramontabile “Perdere l’amore”. Correva l’anno 1988.

A 31 anni di distanza saranno Anna Tatangelo e Nino D’Angelo ad andare a caccia del sesto trionfo napoletano al festival di Sanremo. La prima interpreterà il brano “Le nostre anime di notte”, mentre Nino ci farà ascoltare “Un’altra luce”. Particolare interesse per la sua esibizione, visto che farà coppia col rapper classe ’90 (anch’egli napoletano) Livio Cori, attore in “Gomorra 3” nel ruolo di “O selfie” (banda Talebani) e autore per la stessa serie della colonna sonora “Surdat”. Per molti, inoltre, dietro il suo volto si celerebbe quello del rapper “fantasma” Liberato.

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