Femminicidio Miano, la madre di Fortuna: “Potevamo vederla solo se c’era anche lui”

Sono giorni di dolore per la famiglia di Fortuna Bellisario, la donna di 36 anni uccisa a Miano dal marito, che l’ha ripetutamente colpita con una stampella fino ad ammazzarla. Nel cuore della Sanità, dove Fortuna aveva vissuto prima di trasferirsi con quello che sarebbe diventato il suo assassino, i genitori della donna non si danno pace.

“Rivoglio Fortuna con me, almeno da morta”, dice la mamma Patrizia, piangendo, ai microfoni de Il Mattino. Con lei c’è suo marito Salvatore. I due, ovviamente inconsolabili, hanno spiegato che la situazione era strana da tempo:

“Negli ultimi due anni non eravamo riusciti a vederla, e neanche a sentirla al telefono – spiegano i genitori – l’aveva isolato e ogni volta che abbiamo cercato di contattarla lui ce lo ha impedito. Si erano conosciuti grazie ad alcuni amici in comune, dopo due anni di fidanzamento decisero di sposarsi. Vincenzo sembrava l’uomo perfetto, ma con il passare del tempo avevamo notato che Fortuna poteva frequentarci solo in sua presenza e persino i nostri nipoti non potevano rimanere soli con i cuginetti, ma lei continuava a dire che andava tutto bene”.

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