Stupro in Circum, i giudici: “Dai video nessuna violenza, ridevano e scherzavano”

Anche il terzo ragazzo indagato per lo stupro di gruppo in Circumvesuviana è stato rilasciato. Secondo i giudici, la ragazza avrebbe mentito, e quindi il processo è sostanzialmente impossibile. Fanpage ha anticipato le motivazioni della scarcerazione, fornendo importanti dettagli su questa decisione che sta già dividendo l’opinione pubblica.

Nel pezzo a firma di Rosaria Capacchione, vengono spiegati i punti più oscuri di questa vicenda. Stando ai giudici, il ritratto che emergerebbe è quello di una ragazza con evidenti problemi mentali, che si è più volte contraddetta nel suo racconto. Si tratterebbe, in sostanza, di una grave forma di bipolarismo. Ad avallare tale motivazione, poi, ci sarebbero diverse prove.

Tra le motivazioni che hanno spinto i giudici a scarcerare i tre indagati, ci sarebbero le immagini catturate dalle telecamere della stazione di San Giorgio. 30 minuti di filmati in cui non emergerebbe alcuna violenza fisica. La ragazza era abbracciata per tutto il tempo con uno dei tre ragazzi, anche quando sono entrati nell’ascensore. “Frammenti di rapporto sessuale, l’uscita di tutti con la ragazza vestita e calma, la borsa a tracolla, e poi il saluto“, si legge nel pezzo di Fanpage.

Ricordiamo, inoltre, che furono sequestrati anche i cellulari dei tre ragazzi, per capire se avessero ripreso con i telefonini il presunto stupro di gruppo. Evidentemente, anche dopo l’analisi sugli smartphone non è emerso qualcosa che potesse avallare la testimonianza della ragazza. A far propendere per la scarcerazione, poi, c’è anche la testimonianza della sorella della vittima. Secondo il suo racconto, infatti, i tre ragazzi avrebbero accompagnato a casa la vittima, fermandosi a ridere e scherzare nell’atrio. Anche l’ipotesi del presunto tentativo di stupro avvenuto un mese prima, quindi, sembra venire meno.

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