Il naturale trionfo di Salvini nell’Italia della guerra tra disperati

C’è poco da meravigliarsi per la vittoria di Matteo Salvini alle Elezioni Europee 2019. Il suo trionfo era annunciato da mesi ed è la naturale conseguenza degli avvenimenti registrati negli ultimi mesi. I sondaggi da tempo raccontavano del sorpasso della Lega nei confronti del Movimento 5 Stelle. A Di Maio non è bastato approvare il Reddito di Cittadinanza, bandiera irrinunciabile della proposta politica grillina.

Gli scontri interni alla maggioranza sulla Tav e la politica sull’immigrazione, sono bastati a Salvini per prendersi la maggioranza del Paese. Settimana dopo settimana, Matteo è stato capace di incarnare le paure degli italiani, quelle della pancia, spostando l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno migranti dove da tempo con azioni spot ha sottratto voti ai 5 Stelle e parlato ai connazionali, ormai convinti dalla storiella dell’immigrato brutto e cattivo.

L’immigrazione senza controllo ha favorito la preparazione del consenso anche sul terreno del lavoro, generando un conflitto tra le masse povere. Una guerra tra disperati italiani e migranti, ai quali è stato designato il ruolo di ladri di lavoro. Ciò ha consentito a Salvini di convincere la maggioranza del Paese che in Italia gli stranieri rappresentano il principale problema da cui liberarsi, perché secondo la strategia padana sarebbe l’immigrazione incontrollata a generare pericoli di ordine pubblico e povertà.

In ultima istanza non lasciano sbalorditi i voti rastrellati nel Mezzogiorno, storicamente terreno molto ostico per la Lega. La città di Napoli è per esempio passata dallo 0,6% delle scorse Europee al 13%. Un successo che va considerato in una doppia chiave di lettura. Da un lato è riuscito a Salvini il progetto di nazionalizzare il suo partito: la scritta “nord” è sparita dal simbolo, sebbene rimanga intatta nello Statuto del movimento padano. Ma tanto è bastato ad alcuni meridionali a dimenticare le ingiurie e il razzismo che negli anni precedenti avevano contraddistinto la politica e la dialettica leghista. Ma c’è un aspetto primario nella contesa elettorale ad aver giocato un ruolo fondamentale. Salvini da tempo ha messo in azione una campagna acquisti di politici sottraendoli a Forza Italia soprattutto, svuotando da un lato il centrodestra, dall’altro consentendogli di prendere voti al Sud con maggiore facilità.

Resta un fatto. La politica della Lega, stando alle proposte, pone il partito di Salvini poco diverso rispetto a quelli precedenti in considerazione delle istanze meridionali. Salvini si batte per la Flax Tax e per la Tav per rispondere alle esigenze del Nord e del suo elettorato affezionato. Il Sud nella politica nazionale affonda con Salvini e con gli altri.

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