Il Vesuvio brucia ancora. I pompieri: “È sicuramente un incendio doloso”

Dai tempi del rogo devastante del 2017, il Vesuvio sembra non conoscere un attimo di tregua. Dal maltempo dello scorso anno, che ha accentuato i danni provocati dall’incendio, allo scandalo dei rifiuti di Pasquetta, appare evidente che proteggere questa nostra immensa ricchezza naturale stia diventando sempre più difficile.

Proprio in questi giorni ci ritroviamo ad assistere a un altro spettacolo tremendo. Sul Vesuvio, precisamente nella zona di Terzigno, sono divampati alcuni focolai nella giornata del 13 giungo. L’incendio si è sviluppato lungo una stradina laterale di Via Zabatta, e i vigili del fuoco del distaccamento di Castellammare di Stabia sono intervenuti tempestivamente, allertati dai vigili urbani nei pressi della strada provinciale Zabatta.

Proprio l’intervento dei caschi rossi ha impedito che le fiamme si propagassero velocemente ad altri appezzamenti di terreno. Nonostante le calde temperature di questo periodo, che rendono estremamente difficile lo spegnimento di un rogo, e nonostante l’entità dell’incendio, il pericolo più grande è stato scampato. Tuttavia, l’elemento che dovrebbe preoccuparci di più è l’origine delle fiamme: i pompieri non hanno alcun dubbio che si sia trattato di un incendio doloso.

La modalità, nello specifico, è stata la seguente: qualcuno ha appiccato il fuoco a diversi cumuli di scarti della lavorazione tessile delle industrie della zona. Tonnellate di stoffa adagiate su guaine di plastica e gomma, che sono state poste sotto i pini dell’area protetta. Attendiamo gli sviluppi delle indagini, con la speranza che catastrofi di questo tipo si possano prevenire in modo sempre più efficace.

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