De Crescenzo e Così parlò Bellavista: manifesto di una Napoli che non c’è più

Oggi siamo costretti a dare una notizia molto triste, che avremmo voluto darvi il più tardi possibile: è morto Luciano de Crescenzo. Uno dei più grandi virtuosi della cultura partenopea ed italiana in generale si è spento oggi alla veneranda età di 90 anni. Avrebbe compiuto la novantunesima primavera in agosto.

Al di là dei libri, delle opere filosofiche, delle bellissime lezioni sulla mitologia greca che il Maestro De Crescenzo ci ha lasciato, egli resterà nel ventre della sua città per Così parlò Bellavista. Non stiamo parlando di una semplice commedia, bensì del manifesto di una Napoli che non c’è più. Una Napoli allo stesso tempo popolare e nobile, accogliente ma repulsiva e a tratti crudele. Era forse la Napoli più vera quella che traspirava dalle sue parole.

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Così parlò Bellavista tratta della tipica usanza napoletana di filosofeggiare, recitare con poco e nulla e fare della vita quotidiana un teatro a cielo aperto. Ad allestirlo sono i protagonisti, signori di mezz’età ognuno con i suoi problemi e le sue ansie. Nessuno però riesce a rinunciare alle lezioni filosofiche del Prof. Bellavista (interpretato in modo magistrale da de Crescenzo), docente in pensione ma che non ha mai perso la voglia di insegnare e apprendere. Sarà infatti quest’ultimo ad imparare la lezione più importante di tutte: non avere preconcetti per essere davvero un “uomo d’amore”, detta come avrebbe spiegato lui.

Insieme alle sue tante scene diventate famosissime (come quella del cavalluccio), questo film resta una pietra miliare dell’arte napoletana. Grazie Maestro per avercela lasciata!

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