De Crescenzo. Arbore e Laurito erano al suo fianco: “Ho cantato per lui fino alla fine”

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Continuano gli elogi e i messaggi di cordoglio dedicati a Luciano De Crescenzo, il grande artista napoletano morto ieri a Roma, dopo due settimane di ricovero al Policlinico Gemelli. A stargli accanto fino alla fine, la figlia Paola, il genero, la sua storica segretaria e gli amici di sempre, Renzo Arbore e Marisa Laurito, che hanno ricordato commossi il loro rapporto con il filosofo-ingegnere.

Queste le parole di Marisa Laurito, l’attrice che aveva lavorato fianco a fianco con De Crescenzo nel film “Il mistero di Bellavista”: «Non lo abbiamo mai lasciato solo in questi giorni, gli siamo stati sempre vicini, se ne è andato serenamente. Luciano era la mia famiglia, è stato mio padre, mio figlio, un parente stretto. Con lui se ne va un pezzo di me, un amico che non mi ha mai tradita, una persona davvero unica.

Era un simbolo della Napoli bella, colta, signorile. E adorava le canzoni napoletane: per questo fino alla fine gli ho cantato, sussurrandogliela nell’orecchio, la sua melodia preferita, “Era de maggio”». Un modo delicato e nobile per lasciare che un’anima altrettanto nobile se ne andasse in pace, con il ricordo della sua amata Napoli e delle sue armonie.

«Si è spento un faro. Tutti dobbiamo essergli grati, per l’allegria, l’intelligenza vitale, esagerata, lo spirito di ironia, la capacità di insegnare a tutti la filosofia, trasformandola in una materia popolare che è riuscito a divulgare attraverso i suoi libri». Questa è la grande eredità che Marisa Laurito sottolinea: l’amore per la filosofia non come insieme di teorie astratte e lontane, ma come una disciplina che parla a ognuno di noi.

Anche Renzo Arbore ricorda commosso l’amico fraterno Luciano De Crescenzo. I lunghi anni di sodalizio artistico e di intensa amicizia con lo scrittore non possono non lasciare un segno indelebile. «La nostra è stata un’amicizia straordinaria. Nata più di 40 anni fa. A legarci era l’amore per Napoli. Con la scomparsa di Luciano perdiamo tutti un grande amico.

Era un maestro per tutte le cose belle che ci ha fatto conoscere. È una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso». La definizione di “maestro” sembra quasi legare De Crescenzo a Camilleri, altro uomo straordinario scomparso solo un giorno prima di lui. Sta a noi non lasciare che l’eredità di questi grandi artisti del Sud vada perduta.

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