Acerra, torna la schiuma bianca dai tombini: cittadini in allarme chiedono aiuto

schiuma bianca

ACERRA- Dopo tre anni dall’ultimo episodio si ripresenta la famosa schiuma bianca di Acerra. Dai tombini infatti uscirebbe questa sostanza che è frutto di materiali industriali.

Già tre anni fa i cittadini erano molto preoccupati di quello che stava accadendo nel loro comune. La preoccupazione maggiore era che non avevano la minima idea di chi fossero i responsabili e se la schiuma fosse tossica.
Da questo momento in poi infatti si seguiranno due fasi. La prima dove verrà studiata ed analizzata la sostanza per verificare se nociva o meno per l’uomo e per l’ambiente. La seconda fase invece è quella di capire il perché sia successo questo e chi sono i responsabili.

Ad aggravare la situazione ci sono anche dei roghi tossici che si stanno susseguendo da alcune settimane. Inoltre il termovalorizzatore rimarrà chiuso dal 1 settembre al 12 ottobre. Tutti elementi quindi che coincidono nella stessa tematica dell’inquinamento ambientale che sta distruggendo il morale di tutti i residenti.

A questo proposito è intervenuto il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli.
Queste le sue parole: “Ciclicamente si ripresenta il problema della schiuma bianca che fuoriesce dai tombini ad Acerra. Era successo tre anni fa ed è successo nei primi mesi del 2019. Ora è accaduto di nuovo, destando una giustificabile preoccupazione nella cittadinanza. E’ necessario un intervento dell’Arpac, che abbiamo già contattato, per catalogare la sostanza ed evincere eventuali rischi per la salute pubblica ma soprattutto occorre individuare da dove proviene il composto che, di tanto in tanto, schiuma dai tombini della città“.

“Purtroppo Acerra sta subendo diversi problemi sul piano ambientale in questi giorni. Oltre a questo strano e inquietante fenomeno proseguono i roghi tossici. Un susseguirsi di eventi negativi che rappresenta motivo di disagio, oltre che di preoccupazione, per l’intera cittadinanza. E’ arrivato il momento di fare chiarezza in maniera definitiva sulla natura e la provenienza della sostanza che genera questo fenomeno. L’esposizione di cittadini a rischi di carattere anche solo eventuale non è accettabile“.