Percolato esce dai camion della nettezza urbana: strade indecenti, odore nauseabondo

Emergenza percolato a Caivano e Cardito. Ritrovato del liquido, il percolato appunto, che si forma all’interno delle discariche di rifiuti e che è fortemente contaminato da sostanze, tanto organiche quanto inorganiche. L’emergenza, che riguarda i comuni della città metropolitana di Napoli, ha ridotto in condizioni pietose le strade. E invece di contribuire alla pulizia dei luoghi interessati, la nettezza urbana ha concorso all’aumento del disagio, effettuando dei veri e propri travasi di spazzatura.

Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli è intervenuto lanciando un grido di allarme ponendosi contro gli operatori della nettezza urbana, condannando il loro modo di operare. Sono state così inviate due note alle Amministrazioni competenti per cercare di ridurre la negligenza del servizio di pulizia.

“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni circa i travasi di immondizia da un mezzo della nettezza urbana all’altro che provocano sversamenti di percolato su strade e marciapiedi. I segnalanti ci hanno specificato che il fenomeno avviene, in particolare, in corrispondenza del centro commerciale La Masseria di Cardito e lungo corso Umberto a Caivano. Un modo di fare inaccettabile che arriva proprio da coloro che dovrebbero rendere le città più pulite. Il percolato, grazie al caldo, si asciuga sull’asfalto emanando miasmi nauseabondi. Oppure, quando piove, scivola nelle fogne con gli effetti che tutti possiamo immaginare”.

Queste, le parole di denuncia del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Ricordiamo che proprio martedì un ragazzo è morto dopo essere scivolato con lo scooter su una striscia di percolato in via Rosaroll a Napoli. Abbiamo inviato una nota alle due amministrazioni chiedendo di fare luce su questo fenomeno. Gli operatori della nettezza urbana sono deputati alla pulizia della città, è inaccettabile che contribuiscano a sporcarla”. 

Si spera in una pronta e efficace risposta da parte di queste ultime. Che siano pronte ad arginare i danni finora subiti dai comuni e i sui abitanti, e a vigilare sull’operato dei propri operatori, soprattutto perché il percolato è estremamente pericoloso.

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