Genny ‘a Carogna racconta del traffico di droga: “Guadagnavamo 2000€ al chilo”

Continuano le dichiarazioni scioccanti di Gennaro De Tommaso, capo ultrà ed ex spacciatore da poco divenuto collaboratore di giustizia. Dopo i primi accenni allo spaccio di droga che avveniva al San Paolo, stavolta Genny ‘a Carogna racconta nel dettaglio come era organizzato il traffico di stupefacenti.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il primo nome fatto dal collaboratore di giustizia era stato quello di Mikael Trigano, un francese accusato di importare droga in Italia. “Aveva un’organizzazione di ragazzi che portavano 30 chilogrammi di erba con i camper. Vi era convenienza a comprare l’erba da lui perché vendeva allo stesso prezzo, 5 euro a grammo, dei fornitori olandesi e si risparmiavano le spese di trasporto“.

La droga così arrivava fino alle piazze di Napoli. Una delle più gettonate era quella del Rione Traiano. “È aperta fino alle 2 di notte e vende 20-30 chili di erba al mese, 500 grammi- un chilo al giorno“. Era proprio Gennaro De Tommaso a vendere droga al gestore della piazza insieme al suo socio, a 10-15 chilogrammi alla volta, guadagnando in tutto 2000 euro al chilo.

Le modalità per nascondere la droga erano infinite. Quando andava in Olanda per gli acquisti, l’organizzazione nascondeva il denaro “nella ruota di scorta di una macchina“. Ma Genny ‘a Carogna racconta anche di un camionista che aveva effettuato più viaggi trasportando stupefacenti a insaputa della sua ditta. L’uomo fu poi arrestato nel 2014, quando fu trovato in possesso di 20 chili di erba.

Saliva in Olanda per caricare fiori, surgelati, patate e caricava anche l’erba“, dichiara Genny ‘a Carogna. L’appuntamento veniva poi fissato presso una pompa di benzina. “Arrivavamo io e il mio socio per assicurarci che la via fosse libera, poi la macchina con uno dei fornitori o un loro ragazzo. La droga era in scatole o borse chiuse con il cellophan sottovuoto per non far sentire l’odore“.

Ma anche in questo meccanismo c’erano degli intoppi. Una volta Genny ‘a Carogna rischiò di essere bloccato a Capodichino.Avevo chiesto a una ragazza di portare 100 mila euro in Olanda. Dovevo partire anche io, ma avevo un documento falso. Quando mi resi conto del sequestro nei confronti della ragazza, uscii dall’aeroporto“.

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