Dall’Olanda al San Paolo: Genny ‘a carogna racconta come avviene lo spaccio di droga

Gennaro De Tommaso, meglio conosciuto con il soprannome di Genny ’a carogna, ha iniziato da poco a collaborare con lo Stato, riempiendo già molti verbali, tra cui quelli che riguardano il suo ruolo e quello della sua famiglia all’interno del clan Giuliano di Forcella.

Un primo approccio alla collaborazione è avvenuto già una ventina di giorni fa, ma la reazione dei suoi familiari aveva determinato una battuta d’arresto nella collaborazione con i magistrati. Gennaro successivamente ha deciso di continuare a parlare, pur di ottenere una riduzione della pena, probabilmente spaventato dalla prospettiva di passare fino a 20 anni in carcere.

La notizia che Genny sta collaborando con lo Stato è poi arrivata anche ai familiari, che hanno rifiutato la protezione che spetta ai parenti dei collaboratori di giustizia e rinnegato addirittura l’appartenenza di Gennaro a quella famiglia.

Sembra che la famiglia De Tommaso fosse l’unica ad essere autorizzata dalla camorra locale a spacciare e a rifornirsi di droga. Genny aveva addirittura un suo canale attivo che partiva dall’Olanda.

Droghe sintetiche, pasticche e marijuana; La famiglia De Tommaso spacciava tali droghe nel centro storico, che creavano forte dipendenza e si potevano acquistare ad un prezzo bassissimo, al di sotto dei 10 euro.

Genny, oltre ad essere stato un narcos internazionale, era anche il capo del gruppo ultras più importante della Curva A, i Mastiffs e di conseguenza faceva circolare le droghe anche all’interno dello stadio.

Ciò che più interessa però alla Dda di Napoli, è se effettivamente le dichiarazioni di De Tommaso sono dichiarazioni nuove. Una scoperta nuova però c’è stata, grazie alla sua confessione, ovvero quella della parte dedicata ai sistemi con i quali, i cammorristi e tutti coloro che stanno nel padiglione dell’Alta sorveglianza a Secondigliano e Poggioreale, riescano ad ottenere telefoni cellulari.

Rivelato poi un tentativo di coinvolgere i calciatori del Napoli ed emerso da alcune intercettazioni. Sul Mattino si legge infatti che “Stando a quanto emerge da altre indagini ci fu il tentativo di convocare alcuni calciatori del Napoli. Obiettivo dichiarato: concordare una versione di comodo per evitare problemi a Gennaro De Tommaso. A cena, in un prestigioso ristorante napoletano, l’inizio di una sorta di trattativa finalizzata ad impedire accuse di pressioni da parte di De Tommaso verso il calcio Napoli. Bisognava evitare il daspo al capo dei Mastiffs, perché la sua collocazione in curva A era decisiva per equilibri non scritti”.

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