“Cinesi di m.., w la droga e i roghi”: scritte razziste fuori un locale giapponese del Vomero


“Cina e cinesi di mer..”, “Porco d..”, “W la droga”, “W i roghi”, “Meno Polizzei”. Queste le scritte razziste e offensive rinvenute fuori a un locale giapponese situato a Piazza Fuga, nel cuore del Vomero.

Ce n’è per tutti i gusti. Dal razzismo contro i cinesi, alla bestemmia. Dall’elogio della droga e ai roghi della Terra dei Fuochi passando ai soliti commenti contro la Polizia. Potrebbe essere una bravata fatta da alcuni ragazzini ma il contenuto delle scritte fanno davvero rabbrividire.

La denuncia arriva dal profilo Facebook di Enrico Schettino, titolare di un ristorante giapponese, che stamattina alle 7 ha trovato la porta d’ingresso imbrattata da scritte razziste di colore nero.

Insulti razzisti, bestemmie, inni alla droga ed ai roghi. Ci siamo risvegliati così: decine di scritte rivestono il nuovo locale che apriremo al Vomero a Napoli. Siamo in pieno centro, a Piazza Fuga.
“Cinesi di merda”, “Porco ..o”, “w la droga”, “meno polizzei”. Il tutto nasce da ragazzi habitue’ del bar che c’era prima. Da un lato sorrido per la bravata, dall’altro elimino con l’alcol l’ennesima stupida ferita che lascia questa città.
L’innovazione a tanti fa paura, ma non accettare cambiamenti ed evoluzioni, è sintomo di ignoranza. 
Ho deciso di aprire al Vomero, proprio dove anni fa ho lottato in prima linea, organizzando flash mob contro l’illegalità. Continuerò a farlo. #Noncifermanessuno, mi dice intanto un amico Luca Abete. Forza Napoli”.

Il titolare inoltre sottolinea l’ignoranza di chi ha commesso il gesto e le scritte razziste confondendo i cinesi con i giapponesi. Possibile che nei prossimi giorni il caso venga sollevato anche da Striscia la Notizia, dato il tag a Luca Abete.

Soltanto qualche giorno fa aveva fatto discutere altre scritte, questa volta ritenute ‘anti-turista’ spuntate al centro storico. ‘Visto che ciat scassat o c***’ era l’incipit del cartello che dava indicazioni sulla storica via dei Pastori. Scritte e autori che però restano impuniti. E purtroppo a farne le spese sono tutti i cittadini di Napoli considerati, per colpa di pochi, non inclini all’innovazione e al cambiamento.


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