Coronavirus, controlli e multe per chi trasgredisce le regole

Per contrastare la diffusione del Coronavirus, posti di blocco e controlli non bastano a garantire le limitazioni adottate per contenere gli spostamenti. Sono circa venticinquemila le persone che, nel weekend, hanno ignorato del tutto le misure precauzionali fuggendo dalle regioni del nord per raggiungere il centro-sud. A dirlo è repubblica.it.

Quasi nessuno di quelli partiti dalla stazione di Milano era certo di poter mettersi in viaggio e nemmeno era informato della necessità di compilare il modulo di autocertificazione, disposto dal Ministro dell’Interno. Si è formata una lunga fila di persone, del tutto contraria alle misure anti-assembramento, al quale polizia ferroviaria e militari distribuivano tali moduli, dopo aver visionato i documenti.

Coronavirus: quali sono i sintomi, come si trasmette e come si previene

Tutti attualmente dovrebbero essere in quarantena fiduciaria eppure non sono mancate multe e denunce a discapito dei trasgressori. Tra questi, non solo le due donne di Vibo Valentia, che hanno aggirato l’obbligo di quarantena per andare a festeggiare l’8 marzo, ma anche le due ragazze di Agrigento, fiere di essere riuscite a oltrepassare la zona rossa ed il cui video è diventato virale.

C’è anche chi, in piena emergenza Coronavirus, non è riuscito a rinunciare alle vacanze come i due ragazzi di Parma, che hanno tentato di prendere un volo per Madrid, o i due turisti bergamaschi che sono riusciti a raggiungere Procida ma sono stati intercettati e allontanati.

Il Viminale propone una linea decisiva: informazione e tolleranza zero. Il ministro dell’Interno, Lucia Lamorgese, lancia un messaggio ai giovani, chiedendo di rinunciare alla movida per il bene dei propri cari. Nel frattempo i controlli aumentano, con posti di blocco e termoscanner, e in molte città gli agenti della polizia municipale stanno verificando il rispetto delle dovute misure di distanza in negozi, bar e ristoranti.

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