VIDEO. Piero Angela sul coronavirus: “Se non stiamo a casa i malati non potranno essere curati. Non vi hanno chiesto di andare in guerra”

angela coronavirus

Secondo appuntamento con ‘Superquark, speciale Coronavirus’. Il noto divulgatore scientifico Piero Angela, a 91 anni, spiega in un video caricato dal programma su Facebook, l’importanza delle misure varate dall’Italia per contrastare il coronavirus.

“Mai vista una cosa del genere. Neanche da me che sono così vecchio. A fine febbraio avevo fatto un video spiegando cosa fosse il coronavirus. Adesso la situazione è precipitata perché il governo per fermare il virus, ha fermato l’Italia. Misure che come abbiamo visto anche in Cina servono, perché lì le cose vanno molto meglio in una zona con 50 milioni di abitanti. Come andranno le cose? Dipende da come tapperemo tutti i buchi da dove il virus può scappare altrimenti il sistema diventa uno scolapasta. Non si possono chiudere tutti, perché molti devono rimanere aperti, sono quelli che devono far andare avanti un paese come quelli del rifornimento di cibi e le farmacie. Oltre i trasporti, i camion, mica li puoi fermare. E le aziende, le fabbriche. Una parte d’Italia non resterà a casa sul divano ma dovrà lavorare e lì c’è il pericolo che lo scolapasta crei dei problemi. Questo è un virus marziano, viene dal mondo animale e non siamo pronti col nostro sistema immunitario a farne fronte. Trova tutti i semafori verdi e bisogna evitare che le persone contagino le altre. Bisogna ritardare il picco. Quando c’è un’epidemia di influenza, sappiamo che piano piano va sù, il contagio si diffonde, si arriva a un picco e poi pian piano scende e quasi scomparse. Questo picco deve essere allungato”.

Piero Angela mostra poi un grafico per indicare come il contagio da coronavirus salga rapidamente e si corra il rischio di non poter aiutare tutti i malati.

“La linea orizzontale rappresenta la capacità degli ospedali di ricoverare i pazienti, fin qui reggono. Oltre no. In rosso quindi è rappresentata tutta gente che non potrà essere curata. Se invece il contagio è più lento la curva (in azzurro) è meno acuta e si protrae nel tempo, permette agli ospedali di curare più malati. La nostra curva attuale, che è appena partita, dove va a finire? Quanto durerà? Non lo sappiamo.

Sappiamo quello che succede tutti gli anni con l’influenza stagionale, dove mediamente si hanno 6 milioni di persone colpite con 5 mila morti. Questo non fa molta notizia. E’ evidente che il coronavirus andrà avanti, ma dipende da noi. Dalla nostra capacità di fare quello che ci viene chiesto: restare a casa. In Italia chi trasgredisce non viene rimproverato, non c’è il controllo sociale. Gli altri dicono: “vivi e lascia vivere”. In questo caso non è così. Il nostro nemico è invisibile. Il virus si muove in bollicine piccolissime, non solo quando tossiamo partono. Ma anche quando parliamo o ridiamo. Dobbiamo contenere la malattia e i costi di una crisi economica collegata alla durata del virus. Lo spray mostra che bisogna tenersi a una distanza di due metri, lavarsi le mani e bene. Come detto in un film, bisogna cantare di seguito tre volte ‘Tanti auguri a te’, per lavarsi bene le mani. E non bisogna uscire di casa. Come gira nei web: ricordiamoci che ai nostri nonni fu chiesto di partire in guerra, a noi viene chiesto di restare a casa sul divano. Si può fare”.