Video dal Giappone: “Qui si guarisce con l’Avigan”. L’Aifa risponde: “Mancano evidenze scientifiche, farmaco vietato in Europa”

avigan aifa

In questi giorni un video sta facendo il giro del web. Un farmacista romano (Cris Ares) racconta di un farmaco, il Favipiravir (nome commerciale Avigan) che in Giappone sta dando grossi risultati al punto che la gente è in strada tranquillamente perché il tasso di mortalità è molto basso.

Fake news o realtà? Della faccenda si è occupato anche il ‘The Guardian’. In un articolo ha parlato di tutti i medicinali che si stanno utilizzando in questo momento per combattere il coronavirus. Tra questi c’è anche il Favipar. Come si legge sul sito:

Uno studio cinese su 340 persone ha mostrato che il virus tendeva a essere eliminato in quattro giorni in coloro che avevano ricevuto il farmaco, rispetto a 11 giorni in coloro che non ne avevano usufruitoMa potrebbe essere necessario somministrare l’antivirale, noto anche come Avigan, prima che i livelli di virus raggiungano il picco nel corpo. Un funzionario sanitario giapponese ha dichiarato al quotidiano ‘Mainichi Shimbun’ che non sembra funzionare altrettanto bene nelle persone gravemente malate, in cui il virus ha avuto più tempo per replicarsi”.

Altri paesi hanno deciso di adottare questo farmaco, come l’Indonesia che ne ha comprato tre milioni. Il governatore del Veneto Zaia ha annunciato di voler provare questo farmaco. Durante la conferenza stampa di ieri della Protezione Civile, Locatelli ha ribadito che manca una evidenza scientifica, rimandando la risposta all’Aifa.

In un comunicato, l’Agenzia Italiana del Farmaco spiega:

“Favipiravir (nome commerciale Avigan) è un antivirale autorizzato in Giappone dal Marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci. Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli USA.

Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con COVID 19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia COVID-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aersol.

Sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia. Gli stessi autori riportano come limitazioni dello studio che la relazione tra titolo virale e prognosi clinica non è stata ben chiarita e che, non trattandosi di uno studio clinico controllato, ci potrebbero essere inevitabili distorsioni di selezione nel reclutamento dei pazienti.

La Commissione Tecnico-Scientifica di AIFA, riunita in seduta permanente, rivaluta quotidianamente tutte le evidenze che si rendono disponibili al fine di poter intraprendere ogni azione (inclusa l’autorizzazione rapida alla conduzione di studi clinici) per poter assicurare tempestivamente le migliori opzioni terapeutiche per il COVID-19 sulla base di solidi dati scientifici. In particolare, nella seduta di lunedì 23 marzo, la Commissione si esprimerà in modo più approfondito rispetto alle evidenze disponibili per il medicinale favipiravir.

Si ribadisce che AIFA è costantemente impegnata a tutelare la salute pubblica, a maggior ragione in un momento di emergenza come quello attuale, dando informazioni puntuali e aggiornate sulle evidenze scientifiche e, nell’esortare a non dare credito a notizie false e a pericolose illazioni, si riserva il diritto di adire a vie legali ove opportuno”.

Intanto in Italia i pazienti si stanno curando con il farmaco anti-artrite e la cura sperimentata dal Pascale. L’unico studio approvato dall’Aifa e che sta dando buoni risultati.

 

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