Due aziende campane si convertono e producono mascherine e igienizzanti distribuiti gratuitamente

aziende campane convertono

Se in Italia alcune industrie si stanno riconvertendo per produrre materiali utili in questo momento per l’emergenza coronavirus (come ad esempio la Ferrari con i ventilatori e Armani con i camici), anche in Campania si registrano episodi di solidarietà. A raccontarli è l’edizione odierna del TgTre Regione Campania.

Il primo esempio di riconversione viene da Avellino. Il sindaco e i consiglieri consegnano casa per casa una mascherina (in tessuto non tessuto) e una colomba (visto il periodo festivo). E’ la storia di Cassano Irpino, borgo conosciuto per le sue castagne e sorgenti.

Come spiegato dal sindaco Salvatore Vecchia:

“Le mascherine della solidarietà sono un’iniziativa voluta dalla popolazione e resa possibile dalla disponibilità di un’azienda che produceva scarpe e ha smesso la sua produzione ordinaria per poter rispondere a questo bisogno di mascherine. Prodotte e distribuite gratuitamente”.

Circa 200 le mascherine prodotte al giorno. Ma la solidarietà non si ferma qui. Infatti un dentista ha messo a disposizione, sempre gratuitamente, uno sterilizzatore presente nel suo studio. Così le mascherine vengono prima imbustate e poi collocate nello sterilizzatore. Dopo un’ora a 121° sono pronte per essere distribuite. Il tutto finanziato con le indennità alle quali ogni amministratore ha rinunciato.

Il secondo esempio viene invece da Napoli. L’ingegnere Giovanni Capizzi, che a luglio dello scorso anno si occupò della pulizia delle piscine durante le Universiadi, ha deciso ora di produrre disinfettanti.

Queste le parole di Capizzi al tgtre Regione.

“Grazie a una famiglia di imprenditori dell’Avellinese, la famiglia Capaldo, abbiamo deciso di diversificare la nostra produzione con igienizzanti per mani, ambienti e superfici. Loro hanno comprato il 20% della nostra produzione. E doniamo questi prodotti gratuitamente a chi ne ha bisogno, come per esempio la Croce Rossa e i vigili del Fuoco di Mondragone. Noi non sappiamo a chi offrire i nostri materiali, chi vuole i nostri prodotti ci avvisi. Noi siamo terroni doc, di necessità facciamo virtù per dare il meglio”.

E non sono i soli. A Napoli c’è infatti chi ha utilizzato le lenzuola del corredo per realizzare mascherine e distribuirle gratuitamente. Il gran cuore partenopeo.

Potrebbe anche interessarti