“Torneremo alla normalità solo quando avremo un vaccino”: il vice ministro della salute Sileri

Coronavirus. A parlare nella trasmissione radiofonica “Circo Massimo” è il vice ministro della salute, Pierpaolo Sileri.

Nel programma andato in onda su Radio Capital è intervenuto dicendo che “Sarà possibile tornare alla normalità solo quando avremo un vaccino”.

Fino ad allora avremo accuratezza nei contatti e senso di responsabilità, che guiderà la ripresa e la riapertura delle attività. Nelle prossime settimane dovrà essere potenziata la medicina preventiva sul territorio. I test sierologici a disposizione sono tanti, vanno uniformati su scala nazionale. E vanno uniformate le indicazioni su chi fare i test, non possiamo pensare di farli a tutti gli italiani”.

Durante le ore di questa mattina un’azienda italiana ha detto di aver ultimato presso il Policlinico San Matteo di Pavia una serie di studi che prevedono il lancio di un nuovo test sierologico in grado di rilevare velocemente la presenza di anticorpi nei soggetti affetti.

Prosegue a tal proposito: “Lo tsunami che ha colpito il Nord Italia si sta lentamente ritirando. E il blocco ha impedito che si diffondesse al sud. Cala la pressione sul Sistema sanitario nazionale.  In una situazione nuova, in cui ci si confronta con un nemico invisibile, sarà necessario fare una revisione di tutto ciò che è accaduto per scoprire responsabilità e per costruire un modello che possa funzionare in futuro. Il finanziamento del Sistema sanitario nazionale non è andato di pari passo con le necessità della popolazione, e sono sicuro che nei prossimi trent’anni avremo almeno altre due pandemie”.

Il vice ministro si è espresso anche sulle morti del Pio Albergo Trivulzio di Milano: “Aspetterei le conclusioni degli ispettori e delle inchieste. Una cosa è certa: laddove ci sono fragilità e criticità nelle Rsa ci sono più rischi ed è giusto andare a controllare. E Milano non è l’unico caso in Italia: ci sono situazioni simili vicino a Catanzaro, in Sicilia e nel Lazio. Non indico solo un posto, stiamo controllando a tappeto. Ho parlato ieri col comandante dei Nas, le loro azioni di controllo nelle Rsa erano antecedenti al Covid, quindi ora c’è un’intensificazione, ma per pronunciarmi su quello che è accaduto a Milano aspetterei le relazioni degli ispettori”.

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