VIDEO. Conte parla alla Camera e al Senato, dall’opposizione: “Vergogna. Dimettiti, violati 9 diritti”

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Il premier Giuseppe Conte oggi pomeriggio ha parlato prima al Senato e poi alla Camera. Nei suoi interventi ha spiegato che si sta lavorando per procedere alla ‘fase 2’ con una lenta riapertura dell’Italia. Non sono però mancati momenti di tensione soprattutto con l’opposizione.

Conte nella sua informativa a Palazzo Madama ha espresso prima il suo ringraziamento a chi lo ha appoggiato in questi mesi e poi ha cercato sostegno nella fazione opposta:

“Ringrazio la maggioranza. I gruppi i parlamentare e i singoli senatori. In un momento così difficile desidero confermare la piena disponibilità al dialogo, mio e dell’intero governo, con le forze di opposizione. Il contributo di una opposizione responsabile troverà sempre apertura e considerazione”.

Frasi che però hanno fatto scattare i senatori che hanno urlato:

“Non sfottere, bugiardo. Vergogna, vergogna, vergogna”.

E’ stata la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, a riportare l’ordine. Ma l’affondo è avvenuto con l’intervento del senatore leghista, Alberto Bagnai, condiviso su Facebook anche da Matteo Salvini. Queste le sue parole che cita 9 diritti costituzionali violati in nome dell’art.32 sulla salute:

”La libertà personale, di circolazione, riunione, di culto, espressione del pensiero, di insegnamento, di iniziativa economica, alla tutela giurisdizionale e alla proprietà privata. A questo punto la situazione è chiara: tutti vedono che chiunque sarebbe meglio di lei, signor primo ministro… Non so se, come alcuni dicono, il virus sia il risultato di un esperimento malriuscito. Lei certamente lo è… E con il massimo rispetto per il lavoratore da cui è sfuggito, mi preme dirlo che per l’igiene quella democrazia che lei così apertamente disprezza, è necessario che lei rassegni le dimissioni. E’ evidente a tutti che non è il fine la tutela della salute a giustificare certi mezzi. Questi mezzi antidemocratici sono diventati essi stessi il fine. La pandemia ha offerto al Pd la preziosa opportunità dell’assalto alla Costituzione. Con la scusa dell’emergenza si è verificata l’egemonia del diritto alla salute. Si è passati dalla dittatura del proletariato a quella della sanità. Con i guitti che a fine febbraio parlavano di maschirine e protezioni inutili”.

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