Coronavirus, scuole chiuse. Le mamme: “Date ai ragazzi l’ultimo giorno di scuola”

coronavirus scuolaDue mamme di bambini delle scuole Quarati e De Amicis hanno lanciato un appello: concedere un ultimo giorno di scuola ai ragazzi, che è subito diventato virale. Valeria Prestisimone e Alberta Milano hanno scritto una lettera subito dopo la conferenza stampa di Conte dell’altra sera e hanno lanciato l’hastag #unultimogiornodiscuola.

La lettera, che ha già raccolto numerose firme di altri genitori, è rivolta alla ministra Azzolina, alle istituzioni, al governo, chiedendo uno scatto di responsabilità e di tener conto dei diritti e delle emozioni dei bambini. Le due mamme chiedono di riaprire per un giorno le scuole, solo per gli alunni delle classi che terminano un ciclo, le quinte elementari e le terze medie.

I loro bambini, secondo quanto si apprende da LaRepubblica, Benedetta e Edoardo “Hanno 10 anni e un anno spezzato. Date loro l’ultimo giorno di scuola, il più bello”.

Le mamme, nonostante l’emergenza Coronavirus, non si rassegnano al fatto che ai bambini venga sottratto il diritto all’ultima campanella, alla gioia della fine della scuola mista alle lacrime dell’addio ai compagni e alle maestre.

“Non tornare a scuola – dicono – è come non portare a termine il progetto in cui hai investito anni e anni di studio e di rapporti umani. E se non chiudi un progetto, quello seguente parte male” afferma Valeria Prestisimone, madre di Benedetta.

“Vogliamo chiedere una cosa, e lo facciamo a gran voce. Abbiamo letto in queste settimane petizioni per riaprire la scuola, lettere di alunni che chiedono di fare l’esame di maturità in presenza e non dietro a un video ( pare l’abbiano spuntata) – scrivono – e noi come madri di bambini di 10 anni che quest’anno terminano la scuola elementare chiediamo con forza un ultimo giorno di scuola. Ci insegnano che per lasciare andare via veramente le cose bisogna salutarle.

Come faranno questi bambini, ai quali è stato tolto tanto in queste settimane, a lasciare andare via con serenità un ciclo scolastico così importante? Le scuole dei ricordi, della crescita, della consapevolezza e della formazione. Sono entrati in prima elementare talmente piccoli da non riuscire nemmeno a scandire bene tutte le parole e ora? Hanno 10 anni e un anno spezzato. Così il 4 marzo sono usciti dalle aule pensando di farsi una breve vacanza. Oggi hanno scoperto che non tutte le vacanze sono belle e patiscono per qualcosa che non riavranno più”.

È un appello accorato quello che rivolgono a chi ha la responsabilità delle scelte dei prossimi giorni: ” Abbiate cura di questi bambini, aprite la scuola un ultimo giorno solo alle classi (le quinte, le terze medie) che finiscono il ciclo scolastico. Fategli sentire l’ultima campanella, quella più bella. Con un minimo di organizzazione questo si può fare: una classe al giorno riunita in uno spazio esterno, o anche in palestra o in teatro o in qualsiasi altro spazio che permetta di mantenere la distanza. Con tutta la sicurezza del caso: mascherine, guanti, etc.

Questa cosa permetterebbe ai bambini di vivere un mese diverso, un mese di speranza, di aspettativa, di emozione. Recuperate con questo gesto umano tutto quello che vi siete dimenticati nei vari decreti, nelle diverse ordinanze, nelle circolari varie: i bambini e le loro emozioni”.

Anche però con tutte le precauzioni, far tornare i ragazzi a scuola anche solo per un giorno, rappresenterebbe ugualmente un rischio. Basterebbe un attimo di distrazione, in cui uno o due bambini si levano per un momento la mascherina o i guanti, per vanificare quanto è stato fatto finora per contenere l’emergenza Coronavirus.

Basta avere ancora un po’ di pazienza e, se non si fanno sciocchezze come quella di uscire di casa senza un valido motivo nel rispetto degli altri e di se stessi, anche nella fase 2, si tornerà alla normalità quanto prima e il Coronavirus resterà solo un brutto ricordo. Sono e saranno le nostre azioni che determineranno la durata della pandemia.

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