A Napoli nasce la lavanderia sociale: “Rendere agevole la città per chi vive in strada”

Lavanderia socialeNapoli– Il Centro d’Accoglienza in via De Blasis, zona via Duomo, mette a disposizione una lavanderia sociale con ben 8 lavatrici a servizio dei senza fissa dimora.

Un’iniziativa lodevole quella del Centro d’Accoglienza che in questo modo permette un miglioramento nelle vite di chi è meno fortunato. In questo modo infatti possono curare maggiormente il proprio igiene e quindi anche della propria autostima.

Il numero dei clochard a Napoli è molto elevato. Per questo motivo il servizio messo a disposizione dal Centro d’Accoglienza di via De Blasis diventa ancora più importante. Nelle zone limitrofe alla struttura dove è nata la lavanderia sociale infatti i senzatetto occupano gli spazi adiacenti al Duomo ed alla Galleria Principe.

Queste le parole dell’Assessore alle Politiche Sociali Monica Buonanno: “Sono arrivate in questi giorni otto lavatrici industriali, acquistate con le risorse del Pon Metro 2014-2020. In questo modo, possiamo ampliare e rinnovare l’offerta dei servizi rivolti ai cittadini più fragili. Con gli ultimi lavori di rinnovamento, abbiamo realizzato nella struttura un locale adibito a lavanderia sociale.

Il Centro di Accoglienza, che dopo 25 anni è stato trasformato in residenziale per circa 60 persone, assicura interventi di primo contatto e percorsi di reinserimento sociale. Insieme al Drop In – Spazio Docce e Lavanderia di via Tanucci stiamo lavorando per rendere più agevole la città anche per chi vive per strada. Vogliamo mettere a disposizione spazi dedicati alla cura di sé come primo passo per intraprendere percorsi di reinserimento sociale. 

I percorsi che stiamo ponendo in essere, con notevole sforzo ed impegno, sono mirati alla creazione di nuove opportunità. Iniziative come questa vanno in questa direzione: formazione di competenze, inserimento sociale, recupero del proprio io e dell’autostima. Lo facciamo creando un vero e proprio contesto ‘lavorativo’, per un periodo limitato, in cui i cittadini con fragilità sono accompagnati in un percorso comunque autonomo da equipe con specifiche competenze educative.

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