Conte sulla proroga dello stato d’emergenza: “Necessaria alla protezione e prevenzione. Senza cadrebbero 38 ordinanze”

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Informativa al Senato per il premier Giuseppe Conte che spiega le ragioni per cui vuole prorogare lo stato d’emergenza in scadenza a fine mese e dichiarato il 31 gennaio fino al 15 ottobre. Queste le sue parole:

“Si è valutato nei dettagli tutte le implicazioni. La dichiarazioni dello stato d’emergenza è prevista dal Codice di Protezione Civile. Si deve affrontare con efficacia e tempestività l’emergenza in atto, lo strumento fondamentale è il potere d’ordinanza che senza lo stato d’emergenza non potrebbe essere attuato con velocità. Consente di emanare norme in deroga nei limiti e delle norme dell’Unione Europa. L’articolo 24 del decreto legislativo numero 1 del 2018 consente con delibera del Consiglio dei Ministri la proroga fino a una durata massima di 12 mesi. E’ una facoltà espressamente prevista dalla legge e attuabile anche a distanza di tempo.

Lo Stato d’emergenza è stato prorogato dal 2014 ad oggi con ben 154 dichiarazioni e 84 sono state le delibere di proroga. Sarebbe insensato interrompere bruscamente quanto fatto. La pandemia è un evento che non si è risolto ma ha assunto i tratti di un processo in continua evoluzione che ancora oggi anche se in misura contenuta non ha completamente esaurito i suoi effetti. Se non lo prorogassimo dobbiamo essere consapevoli che cesserebbero di avere effetto le singole ordinanze, ben 38, di cui 4 al vaglio della ragioneria dello stato

Per esempio ne cito alcune: l’allestimento e la gestione delle strutture temporanee per le persone positive, il volontariato della Protezione civile, la task force di personale sanitario a supporto degli istituti penitenziari e degli ospedali, il numero verde, il pagamento dilazionato delle pensioni negli uffici postali, l’attribuzione all’ISS della sorveglianza epidemiologica, l’attivazione del sistema Cross (centrate operativa remota di soccorso sanitario che in caso di mancanza di posti letto in una regione, interviene per il trasferimento in ospedali di altri regioni). E ancora: noleggiare navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti. Ho citato solo alcune. Cessa anche la funzione di coordinamento della Protezione Civile e i poteri straordinari dati ai presidenti di regione. Perderebbe efficacia il Comitato Tecnico Scientifico. 

Al 31 luglio scadono molte disposizioni, per esempio la norma che istituisce nel comma 4 il lavoro del Commissario Straordinario. Per quanto riguarda le limitazioni ai comportamenti la proroga non li allunga. Rinnovare quelle misure senza rinnovare lo stato d’emergenza espone a scelte di coerenza il governo. Consentiamo di prorogare misure la cui efficacia sarebbe compromessa. Ho letto tante cose, vi assicuro che da parte del governo non vi è intenzione di drammatizzare a aumentare paure ingiustificate. Con la proroga dello stato d’emergenza si rende il nostro Paese più sicuro. Un’impropria drammatizzazione del significato di questa proroga sarebbe suscettibile di creare un’immagine negativa del paese all’estero. La proroga non incide sul potere del governo di emanare decreti, il potere di emanare dpcm è correlata al 31 luglio ma perché questo prende la fonte di rango primario legittimante. Qualora ci fosse la proroga, non per questo il premier sarebbe autorizzato a emanare dpcm è solo il presupposto di fatto. Quel potere richiederà comunque un novo decreto legge sottoposto all’esame parlamentare. La proroga è necessaria alla protezione prevenzione, si è trattato di scelte difficili ma hanno consentito di superare con successo le fasi più acute dell’emergenza.

Conte oltre a parlare della proroga dello stato d’emergenza ha sottolineato l’importanza di un ritorno a scuola:

“Maggioranza e opposizione ritiene primario il ritorno a scuola. Serve uno sforzo collettivo di rapido reperimento di spazi e strumentazione”.

 

Comunicazioni sulle ulteriori iniziative in relazione all’emergenza da Covid-19. In diretta dal Senato 🔴

Pubblicato da Giuseppe Conte su Martedì 28 luglio 2020

 

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