Video. Fiume Sarno, melanzane inquinano le acque: “Chiudere attività dei colpevoli”

Fiume Sarno melanzaneIl fiume Sarno torna a far parlare di sé a causa dell’inquinamento: la mattina dell’8 agosto sono stati filmati una grande quantità di ortaggi, soprattutto melanzane, che galleggiavano sull’acqua.

Dopo i recenti fatti che hanno riguardato il fiume Sarno, la mattina dello scorso sabato è risultato un nuovo sversamento. Questa volta si tratta di ortaggi che probabilmente appartengono ad un’azienda ortofrutticola, data la grande mole di prodotti riversati.

In questo periodo dell’anno non è la prima volta che avviene un fenomeno del genere e sicuramente bisognerà far qualcosa per evitare tali atti. In questo modo, gettandovi dentro melanzane ed altro, si va ad inquinare un fiume importante quale il Sarno.

Tante volte, durante la quarantena, abbiamo sentito che il Coronavirus avrebbe migliorato la gente. Si erano verificati alcuni fenomeni naturali che erano diventati ormai una gioia per gli occhi, come i delfini nel golfo di Napoli. Alcuni cittadini, però, non hanno alcun rispetto dell’ambiente, come dimostra il caso del Sarno, ed hanno dunque fatto sì che l’affermazione che tanto circolava in quarantena risultasse quanto mai fasulla.

Queste le parole di Francesco Emilio Borrelli: “Purtroppo questo fenomeno è diventato consuetudine. In questo periodo dell’anno è così. Assistiamo a pomodori, melanzane, carote e ortaggi vari. Galleggiano sul fiume e i suoi affluenti. Trasformati in minestroni da quelle industrie agro-alimentari che sversano i loro rifiuti in acqua in maniera illecita ed irresponsabile.

Il Sarno, così come tutti i corsi d’acqua, vanno salvati dall’inquinamento. Prima che sia troppo tardi. Per fare questo occorrono controlli mirati e su tutto il territorio. Gli inquinatori vanno puniti in maniera esemplare.  Anche con la chiusura delle attività produttive se è necessario.”

Sarno, ortaggi che galleggiano sul fiume ed i suoi affluenti. Europa Verde: “Chiediamo incentivi per gli impianti di…

Pubblicato da Francesco Emilio Borrelli su Lunedì 10 agosto 2020

Potrebbe anche interessarti