Miozzo (CTS): “Se i contagi salgono, lockdown locali inevitabili. Molti giovani sono in terapia intensiva”

lockdown locali

Il lockdown nazionale nei prossimi mesi è remoto ma quello da attuare in piccole zone locali, come accaduto in Campania con Sant’Antonio Abate rischia di diventare una costante. Non usa mezzi termini Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico che in questi mesi ha consigliato il governo Conte sulle misure da adottare pre fronteggiare il covid-19 nel nostro paese. Intervistato dalla giornalista Fiorenza Sarzanini per il  ‘Corriere della Sera’ Miozzo spiega che le chiusure locali sono inevitabili.

Tornare indietro sarebbe una catastrofe, ma è bene sapere che se i contagi continueranno a salire i lockdown locali saranno inevitabili. 400 casi al giorno non sono tanti né pochi. Dicono che il virus c’è ed è presente in tutto il paese. Siamo ancora in una situazione governabile. Però è una situazione precaria e il passaggio, il salto quantitativo, può essere molto veloce, questo è il rischio vero”.

Uno dei rischi maggiori è rappresentato dalla movida. Per questo Miozzo ha le idee chiare:

“Abbiamo anche persone giovani che stanno entrando nelle terapie intensive. Nessuno è invulnerabile. Ricordiamoci che questa è una malattia maledetta. Quando colpisce può fare male. Le discoteche devono rimanere chiuse perché, checché se ne dica, con migliaia di ragazzi ammassati non c’è nulla da fare. Le aggregazioni di massa sono devastanti impossibili da gestire. Ci sono però degli interessi economici e migliaia di lavoratori da tutelare. Ci rendiamo perfettamente conto e per questo servono delle compensazioni. Il lavoratore del settore va tutelato come e forse anche più degli altri, perché parliamo di un settore troppo a rischio”. 

Poi avverte:

“Mi preoccupa il senso di onnipotenza dei giovani. Se continua così nuovi divieti saranno inevitabili. L’andamento della curva epidemica ci dice che l’Italia è in movimento e il virus sta viaggiando. Se ci faremo sfuggire nuovi focolai avremo guai seri. Non ce lo possiamo permettere”. 

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