Neonata rapita da una casa famiglia dopo i 4 fratellini: “Mi ero appisolata e l’hanno presa”

Immagine di repertorio


Una neonata di etnia rom è stata rapita in piena notte dalla casa famiglia in cui viveva da oltre un mese. Erano da poco passata l’una e mezza quando la responsabile della struttura di accoglienza per minori, con sede nel Casertano, si è accorta che il portenfant in cui la bambina dormiva era vuoto. “Mi ero appisolata sul divano, mentre la cullavo – racconta la donna, di cui è preferibile mantenere l’anonimato, a Il Mattino – poi intorno all’una e 45 nel dormiveglia ho sentito il fruscio dei vestiti e ho intravisto due persone in penombra che si allontanavano in fretta con la piccola in braccio”.

Un episodio ancora più inquietante se si considera che quella di G., che domani compirà cinque mesi, è la quinta sottrazione legata alla stessa famiglia, dopo quella dei suoi quattro fratellini maggiori. Questi ultimi, secondo quanto riferito dal legale dei genitori, sarebbero stati portati in Romania dal padre e dalla madre, dove vivrebbero in buone condizioni di salute. A seguire il caso è Simona Molisso, avvocata napoletana specializzata in diritto di famiglia e minorile, nominata dal Tribunale come tutrice dei cinque minori.

La storia: dall’allontanamento dei fratelli al collocamento di G.

Tutto nasce il 30 maggio 2025, quando i quattro fratelli di G. vennero allontanati dalla famiglia d’origine e collocati d’urgenza in una struttura protetta, dopo l’accertamento di “gravi condizioni di incuria, trascuratezza materiale e degrado igienico-sanitario”, come si legge negli atti. I bambini vivevano insieme ai genitori, di origine romena, in un campo nomadi tra le zone di Quarto e Pianura, senza acqua potabile né energia elettrica, in un insediamento abusivo di via G. Villani, privi di cure mediche adeguate.

Un successivo decreto del 27 giugno confermò la misura, disponendo la sospensione della responsabilità genitoriale, il divieto di ogni contatto tra genitori e figli e il collocamento in comunità senza la madre, una volta rintracciati i minori. Alla vicenda dei quattro fratelli si è poi aggiunta quella di G., nata il 31 marzo 2026, per la quale i giudici avevano disposto lo stesso provvedimento di tutela.

Il rapimento: dalla Ford Galaxy alla notte in casa famiglia

G. era arrivata nella casa famiglia in provincia di Caserta lo scorso 17 luglio, dopo essere stata ritrovata dai carabinieri in circostanze drammatiche. “I carabinieri mi chiamarono in piena notte per dirmi che l’avevano trovata in un sediolone sul sedile posteriore di una Ford Galaxy blu insieme a una coppia – racconta la responsabile della struttura – la piccola era nascosta tra cumuli di rifiuti e ferraglie in condizioni di rischio elevatissime”. I due adulti sarebbero stati i genitori, già ritenuti responsabili l’anno precedente della sottrazione degli altri quattro figli, poi portati in Romania.

Nella notte tra il 28 e il 29 agosto qualcuno ha sottratto anche G. al controllo dell’operatrice a cui era affidata. “È stata con me dalle 22.30 fino all’una e mezza – prosegue la responsabile – ma ho notato che era molto nervosa e non riusciva ad addormentarsi. Ci siamo messe nel salone a pianterreno, io sul divano e lei nel portenfant. Per pochi minuti mi sono appisolata e quando ho aperto gli occhi ho visto una scena terribile: la culla era vuota e due persone col volto coperto e in tuta scura stavano sgattaiolando via. Hanno scavalcato un muro di due metri con un’abilità da circensi”. La donna ha subito allertato la polizia e il giorno seguente ha sporto denuncia.


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