FOTO. El Pais analizza la diffusione del covid nei loghi chiusi: al bar, in classe o al ristorante

covid luoghi chiusi

Il quotidiano spagnolo El Pais ha realizzato alcune infografiche molto utili che spiegano nel dettaglio la diffusione del covid nel luoghi chiusi. In particolare sono stati analizzati alcuni ambienti che potrebbero veicolare il contagio come le classi, i ristoranti o il soggiorno di casa. Naturalmente bisogna considerare tre variabili: la ventilazione degli ambienti, l’uso delle mascherine e la durata dell’incontro.

CASA – Vediamo cosa accade a casa con una riunione tra amici o colleghi. E’ stato ipotizzato che una persona possa essere positiva (paziente zero) mentre le altre 5 negative (si è considerato il limite precedentemente raccomandato dal dpcm di Conte di sei persone). La stanza è di 20 metri quadri e l’incontro è alle 12.

Indipendentemente dalla distanza, se trascorri quattro ore (alle 16) senza mascherine e parli ad alta voce, le altre cinque persone saranno tutte contagiate. Nel caso in cui si indossa la mascherina, il contagio riguarda 4 persone (solo una su sei quindi non risulta contagiata). Le mascherine infatti da sole non bastano in caso di incontri prolungati in spazi chiusi. Il rischio di infezione è ridotto a una persona quando il gruppo indossa le mascherine e si dimezza la durata dell’incontro (due ore) oltre ad arieggiare spesso la stanza.

Sono tre i metodi di contagio analizzati da ‘El Pais’, il più pericoloso è quello attraverso aerosol, minuscole particelle che una persona espelle respirando e parlando e che rimangono sospese nell’aria entrando così nei nostri polmoni. Senza ventilazione e in un ambiente chiuso, queste particelle rimangono sospese nell’aria e si condensano nella stanza con il passare del tempo, più passa il tempo più aumenta la probabilità di contagio. Nel grafico viene mostrato cosa accade se siamo in silenzio, parliamo, gridiamo (aumenta di 50 volte il contagio) o cantiamo.

 

RISTORANTE – Le situazioni più critiche secondo il quotidiano spagnolo riguardano i bar e i ristoranti (55 metri quadri). L’esempio mostra 15 clienti di cui uno con covid e 3 dipendenti. Tutti entrano alle 19 e le porte e finestre sono chiuse. Dopo quattro ore senza mascherina, anche gli altri 14 clienti risultano positivi. Se invece tutti indossano la mascherina, la metà risulta contagiata (otto persone). Applicando una corretta aerazione dell’ambiente, utilizzando anche i condizionatori, e se il tempo trascorso al bar si dimezza (21), la probabilità di contagio si riduce a una sola persona.

SCUOLA – L’ultimo esempio riguarda quello di un’insegnante positiva e 24 alunni di una classe (54 metri quadri). Senza ventilazione e mascherine, dopo due ore (dalle 9 alle 11) il contagio potrebbe riguardare fino a 12 studenti (la metà). Se invece tutti indossano la mascherina ma non si cambia l’area, il contagio è di 5 studenti (la distribuzione è casuale non legata al posto). Se dopo un’ora si cambia l’aria (alle 10) e tutti indossano la mascherina, si contagia appena uno studente.


Distanza, mascherine e ricambio dell’aria sono quindi fondamentali per evitare la diffusione del covid nei luoghi chiusi.

Potrebbe anche interessarti

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più