Al vaglio i nuovi dati, possibili nuove “zone rosse”. Speranza: “Su Napoli intervenga De Luca”

Non è ancora detta l’ultima parola sulla ripartizione dell’Italia. Nelle prossime ore la divisione in zone potrebbe essere capovolta, come anticipato dal Ministro Speranza nel corso di un’intervista rilasciata a Alessandro Mantovani de “Il Fatto Quotidiano”.

Egli ha annunciato: Vedremo i nuovi dati e, se necessario, ci saranno nuove ordinanze. Se per tre settimane una Regione non dà i dati diventa zona rossa”. Dunque, probabilmente proprio in queste ore il Ministero della Salute è al lavoro per aggiornare i dati e, sulla base di essi, potrebbe rimodulare i colori delle regioni. I primi cambiamenti potrebbero essere annunciati già nella giornata di domani.

Tra le regioni più inclini al passaggio nella fascia di rischio maggiore c’è la Campania. Del resto, molti hanno accolto con sorpresa la notizia della classificazione in “zona gialla” e qualcuno parla di “paradosso campano”: con una sanità al collasso e un incremento progressivo di contagi ci si aspettava una zona arancione, se non addirittura rossa.

Eppure, in base ai 21 criteri incrociati per effettuare la ripartizione, non è stata rilevata una situazione allarmante in Campania. Tuttavia, lo stesso Governatore De Luca, durante l’ultimo aggiornamento, ha esortato la cittadinanza al massimo rigore: “Altrimenti saremo in zona stra-rossa. Potremmo chiudere a Natale e entrare in zona rossa tra una settimana.”

Ebbene, l’analisi dei nuovi dati potrebbe provocare un cambio di rotta anche per la Campania. Del resto, il consulente del Ministro della Salute, Walter Ricciardi, ancora oggi continua a ribadire la necessità di indire un lockdown a Napoli, considerato il suo elevato livello di rischio.

A ciò Speranza ha risposto: “Il Dpcm prevede che il ministro possa intervenire su una regione, non su una Provincia. Ma sull’area metropolitana può intervenire il Presidente De Luca come ha fatto Zingaretti a Latina.”

Si attendono, dunque, aggiornamenti sull’eventuale nuova divisione in zone decisa dal Ministro Speranza. Se questa dovesse realmente realizzarsi, ancora una volta la popolazione si troverebbe in balìa di cambiamenti continui.

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